La Coppa Italia si tinge d’azzurro. Il Napoli va in cielo, la Juve torna sulla terra

Dopo l’azzurro dei citizens di Roberto Mancini, dopo l’apoteosi blu di ieri sera offerta dal Chelsea fresco campione d’Europa, ecco l’azzurro Napoli che conquista la Coppa Italia, e porta a casa un risultato che a nessuna squadra era riuscita quest’anno: la vittoria sulla Juventus. Esplode la festa al fischio finale del signor Brighi degli oltre trentamila napoletani presenti all’Olimpico di Roma, palcoscenico della finale e dei partenopei di tutta Italia e del mondo che ricevono così la gioia di rialzare un trofeo al cielo dopo 22 anni dall’ultimo trofeo vinto, la supercoppa italiana. La vittima è la stessa di allora, la Juve. Un esercito di partenopei aspettava da quella data.
Napoli bello, Juventus forse ancora brilla di birre e champagne. Un primo tempo in cui la squadra di Mazzarri gioca a fare il Bayern Monaco di ieri: cento palle gol create ma nessuna buttata dentro. I bianconeri si ricordano di essere campioni d’Italia con Pirlo,come ormai ha abituato gli juventini, magico nel proporre ed abile nell’interrompere le trame avversarie e con qualche iniziativa personale di Borriello.
Nella ripresa il Napoli fa seriamente sapere di essere interessato alla conquista della Coppa. Lavezzi, apparso inizialmente nervoso, dimostra quanto sia meritato l’interesse su di lui di Inter, Psg ed altre squadre e, come una freccia, accoglie una rimessa laterale di Campagnaro spizzata dalla testa di Cavani e si frappone tra la palla e Storari che, inevitabilmente, lo butta giù. Rigore. Il Pocho lo guadagna, il Matador lo trasforma e il Napoli sogna.
Il vantaggio mette le ali al Napoli e paralizza la Juve, stanca,  non posseduta da quel furore agonistico che ha generato un campionato perfetto. Ci aspettavamo sinceramente diversa l’ultima partita di Alex Del Piero, non tanto per la sua prestazione dettata dall’emozione per l’ultima parata in bianconero ma, per la durata che non è stata totale. Alex è uscito per fare spazio a Vucinic, in un cambio veloce, dove non c’è stato neanche il tempo di abbracciarlo. Magari Conte ha accelerato il cambio proprio per farla sembrare una mossa indolore.
Il Napoli intanto si preparava alla sua festa e con Pandev al posto di Lavezzi non era ancora stanco. Da manuale l’azione del raddoppio: tre tocchi, in rapida sequenza, InlerPandevHamsik che batte Storari. Bravo il macedone che si è sempre fatto trovare pronto e forte quando è stato chiamato in causa.
Il presidentissimo Aurelio De Lurentiis a fine partita scende in campo fiero del suo primo trofeo e dice che il Napoli in questi anni è rinato, il Napoli è vivo ed è una realtà. Cavani ha raggiunto la quota di 66 gol con la maglia numero 7 del Napoli, ed è appena al secondo anno.
Solo il Napoli può rovinare questo bel Napoli. I giocatori hanno portato la coppa in un viaggio festante su un pullman scoperto dalla capitale ai piedi del Vesuvio per un’eruzione di gioia. I tifosi si augurano che l’unica cosa ad essere tagliata di questa squadra, sia stata la cresta che Cannavaro e Maggio hanno tagliato allo slovacco Hamsik. (Luca Savarese)

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