Juventus stoppata dai legni e dall’arbitro. Il Milan batte il Lecce e allunga

Il Milan allunga, la Juve arranca. Questo sembra dire la 27° giornata di Serie A: infatti i rossoneri collezionano il sesto risultato utile consecutivo mentre i bianconeri impattano in quello che si rivela essere il sesto pareggio nelle ultime sette gare.
A San Siro va in scena la sfida tra gli uomini di Allegri e il Lecce di Cosmi, relegato in tribuna per scontare la squalifica. I padroni di casa scendono in campo con il solito 4-4-2 con davanti Ibrahimovic e Robinho, mentre i salentini rispondono con un 3-5-2 con Bojinov e Muriel terminali d’attacco. La partita la fa da subito il Milan, che dopo appena sette minuti passa in vantaggio con il nono gol stagionale di Antonio Nocerino, favorito dallo splendido assist di Ibra e da una deviazione che spiazza Benassi.
Il Lecce non riesce a reagire adeguatamente, e tolta un’occasione a testa per i due avanti giallorossi, il primo tempo è un monologo dei padroni di casa. Nella ripresa la storia non cambia, e al 20° minuto il Milan raddoppia con Ibrahimovic, che di collo pieno tira sul secondo palo un destro favoloso.
Nonostante le numerosissime occasioni in zona gol la partita termina 2-0, quanto basta ai rossoneri per sancire il +4 in classifica sugli uomini di Conte, fermati a Marassi da un Genoa concreto e fortunato (tre legni colpiti dai bianconeri, due da Vucinic e uno da Pepe). Infatti l’arbitro Rizzoli, mal coadiuvato dal suo primo assistente, annulla al 71’ un gol a Pepe per fuorigioco, che invece non c’era, facendo così terminare l’incontro a reti bianche.
La Juventus, mostrando l’ennesima faccia del suo nuovo stile, comunica il silenzio stampa tramite il social network Twitter e quindi non restano che le dichiarazioni positive di Marino, tecnico del Genoa, che a fine gara che elogia l’impegno dei suoi e del presidente Preziosi che lamenta la mancata concessione del penalty per fallo di Pirlo su Marco Rossi nel finale di gara.
Nelle zone basse della classifica il Cesena perde in casa contro un Siena che non si ferma più e compromette definitivamente la propria permanenza in Serie A. I toscani, invece, agguantano la terza vittoria consecutiva, dopo le due in casa contro Palermo e Cagliari e salgono a quota 32 punti: decide la ribattuta di Brienza (in offside), dopo il rigore sbagliato da Terzi, e il raddoppio di Bogdani.
A pari punti con gli uomini di Sannino c’è la Fiorentina, che cade in Sicilia, contro l’ottava forza del campionato, il Catania di Vincenzo Montella, vittorioso per 1 a 0 grazie alla rete dal dischetto di Lodi.
Soltanto un punto sotto le due toscane c’è il Parma, che a Bergamo pareggia 1-1 contro l’Atalanta: bellissimo gol di capitan Manfredini per il vantaggio dei padroni di casa, annullato nel secondo tempo dal gol di testa del difensore ducale Paletta.
Ora, ci sono la bellezza di sei squadre racchiuse in tre punti, con il Lecce che sogna la rimonta fermo a 25, a sei lunghezze dalla quartultima Cagliari, che ha vissuto in queste ore l’esonero di Ballardini e il ritorno di Ficcadenti . (Mauro Giorgini)

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