Juventus: Parte l’era Conte. Per tornare a contare di nuovo

Antonio Conte da Lecce siede ora su una panchina di una squadra con la quale, sul campo, si può dire, ha vinto tutto in Italia e fuori. La Signora si è affidata dunque ad una tempra di casa propria per ridare credibilità e lustro ad una squadra negli ultimi tempi anonima e noiosissima a vedersi.
Basta con gli Zaccheroni o i Del Neri, allenatori bravi ma che non avevano mai respirato il clima di una Juventus giocata al Delle Alpi, negli anni novanta, in mezzo al campo, una vita da mediano bianconero (con una traversa in finale di Champions 2003 all’Old Trafford contro il Milan che ancora trema ).
Si, in Corso Galileo Ferraris, il Conte bandiera bianconera ha avuto una spinta decisiva nella scelta del timone tecnico per la nuova era. Il salentino, da quando ha iniziato la seconda giovinezza da mister, ha fatto due cose eccezionali e cioè, ha riportato in A prima il Bari (stagione 2008-2009 ) e poi il Siena quest’anno. La breve esperienza sulla panchina dell’Atalanta non la consideriamo probante.
Conte è uno che spreme i giocatori per delle aranciate di calcio toniche e multivitaminiche. Il suo Bari fece 65 gol e ne incassò 35. L’ultimo suo Siena ha fatto 67 gol e ne ha presi sempre 35: dal confronto tra le due annate si evince un equilibrio spaventoso: le sue squadre segnano tanto e subiscono poco.
Se diamo uno sguardo alla storia notiamo che nel maggio del 1974 a Torino puntarono su un uomo che aveva la maglia bianconera come seconda pelle: Carlo Parola che, sedette al trono bianconero e, a dispetto del suo cognome, mise tutti a tacere e portò a casa lo scudetto al primo colpo. Il mercato, dopo il torrente di acquisti del recente passato, è diventato più mirato, meno abbondanza e più qualità; in questo senso possiamo leggere l’arrivo di Pirlo, pronto a costituire con Buffon e Del Piero, un’ asse affidabile e con qualche sassolino nelle scarpe ancora da togliersi, in barba a tutti gli oratori che li vedono scoppiati.
Affidare le corsie dietro a due ragazzi come Lichtsteiner e Ziegler, svizzeri e dalla corsa facile, vuol dire desiderare l’equilibrio prima di tutto: affondare e sganciarsi si ma con la difesa sempre in mente. Inoltre quest’anno chi è arrivato dopo l’anno scorso, come Matri, come Toni, ha tutto il tempo per prepararsi con la squadra già da adesso, senza l’acqua alla gola di doversi inserire in corso d’opera.
E poi si aspetta il botto, il fuoco d’artificio capace di far esplodere una festa già ben avviata e, di impennare gli abbonamenti (Giuseppe Rossi?). A proposito, la gente bianconera non ne vuole più sapere di aspettare: dal ritorno in Serie A, di Juvette ne ha viste tante, ora si pretende la Juve, quella che basta pronunciarne il nome per iniziare a temerla. (Luca Savarese)

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