Juventus letale a San Siro. Inter ko e a -11 dalla vetta

la Juve batte l'Inter a San Siro in Serie ANegli anni ’90 un gruppo musicale si inventò una canzone che parlava di cambiamenti, di futuro, di sogni: “wind of change” è il titolo di questa ballata rock. Che cosa centra un rock band con una squadra di Serie A come l’Inter? Centra in termini di contenuto: cambiamenti, futuro, sogni, ieri sera sfumati tra le mura amiche dello stadio San Siro, dove la Juventus ha suonato al proprio ritmo per quasi 90’.
Perdere 2-1 con i bianconeri stona con i progetti di Ranieri, stona con la classifica, che a guardarla ora pare pazzia: Inter ferma a 8 punti, quartultima in classifica e a meno undici dalla vetta.
E in vetta ci stanno con estrema melodia e sintonia gli uomini di Antonio Conte, che con la quinta vittoria in campionato sta alzando i toni della Serie A: Vucinic, accusato in queste settimane di non essere un vero goleador, ha gonfiato per primo la rete, per il momentaneo vantaggio bianconero, Marchisio ha raddoppiato il risultato per il 2-1 finale, dopo che Maicon aveva pareggiato i conti con un gol intonato con le sue qualità, con il suo passato.
Ma qui non si parla di passato, quanto di sogni, quindi di futuro: la Juventus può parlare di futuro, perché il presente è ottimale, primi in classifica, espressioni di buon gioco, motivazioni importanti e tantissima voglia di riprendersi una grande soddisfazione in campionato, con l’occhio puntato al prossimo anno, all’Europa dei grandi, nella quale i bianconeri mancano da tempo.
L’Inter invece deve parlare di presente, guardare avanti è fondamentale, ma il modo per uscire da questo tunnel sta proprio nel concentrarsi e focalizzarsi sul presente: un buon Maicon, in ripresa, un Pazzini in forma, ma anche sfortunato nel trovare il gol, la traversa presa ieri balla ancora oggi, uno Sneijder che sa assemblare piedi, velocità e qualche nervosismo di troppo, sintomi di un momento non ancora al top per lui, ma comunque un giocatore troppo importante per la Milano nerazzurra. (Paola Prina)

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