Juventus di nuovo Regina d’Italia: la meravigliosa impresa di Antonio Conte

Conte festeggia il tricolore della sua JuventusA Trieste, città di Nereo Rocco, il paròn milanista (guarda un po’ a volte il destino…) e della bora, la Juventus torna a vivere in poppa il vento amico dello scudetto nel campionato di Serie A. Juventus ora è tuo!. Ora, oltre alla bellezza di una classifica da sogno, c’è anche la gioia della matematica. Cagliari steso con i tocchi di Vucinic e Boriello, Inter che batte il Milan e porge agli juventini il tricolore.
Ventottesimo o trenta poco conta, conta eccome Antonio Conte da Lecce che, al suo primo anno da allenatore sul trono bianconero, si veste subito di vittoria. Come sembrano lontanissime le ultime stagioni, i due settimi posti, l’anonima annata di Del Neri.
Dalla prima (anzi seconda perchè ci fu lo sciopero), contro il Parma, al tripudio triestino di ieri contro il Cagliari. Stagione superlativa, ogni aggettivo non riuscirà a descrivere pienamente il miracolo di un’ottima annata, di quelle che avvengono una volta nella vita: 22 vittorie, 15 pareggi, 65 gol fatti, 19 subiti, zero sconfitte e 37 risultati utili consecutivi.
Chapeau Conte, ingegnere prima di tutto della concentrazione, della fame e poi abile stratega della tattica: dal 4-2-4 delle prime uscite al 4-3-3 o al 3-5-2 delle recenti apparizioni, per una Juventus che cambia in corsa, a seconda degli avversari e delle necessità. Tutto questo a testa bassa, più figlio di un humus da coltivare di giorno in giorno, che figlioccio di un facile esaltarsi.
Aveva in mano un parco giocatori di assoluto valore, li ha amalgamati e ne ha creato un gruppo forte nella testa, fresco nella voglia, fortissimo in campo. Pirlo gli ha dato la geometria che ti permette di costruire speranze, Vidal gli inserimenti che ti fanno fare il salto di qualità, Marchisio la linfa e le cerniere tra centrocampo ed attacco, Matri, Vucinic e Qugliarella le stoccate che risolvono.
Antonio si è inchinato ad una realtà: non sono i moduli a fare i giocatori ma i giocatori a dettare i moduli. Le tattiche non sono rigide gabbie ma occasioni per formare uno squadrone. In questa armonia si sono accomodati tutti, e tutti (tranne Barzagli) sono andati in gol.
Questa Juve è un dipinto impressionista, allestito all’aria aperta, giornata per giornata: ogni tinta è stata utile per il prodotto finale, via via ribadito nelle motivazioni dei giocatori, un nuovo dominio della scena calcistica italiana. Conte e la sua banda sono andati al di là di ogni più roseo pronostico. Bentornata juve tricolore.

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