Italia poco brillante, Borriello spreca. A Belfast finisce a reti bianche

Un dominio sterile. Così è stata ieri sera Italia-Irlanda del Nord, terzo impegno della nazionale di Cesare Prandelli nel cammino a Euro 2012. A Belfast, nella città del grande George Best, l’Italia ha attaccato per novanta minuti (spesso però in maniera confusionaria) dimostrando grande coraggio e generosità ma, fatta eccezione per alcune occasioni importanti (Borriello nel primo tempo, Pepe e Pazzini nella ripresa), non è riuscita a impensierire più di tanto un’Irlanda del Nord dichiaratamente impostata per il pari ma che si è resa anche pericolosa dalle parti di Viviano con una grande occasione, non capitalizzata per un soffio da Healy, idolo incontrastato del popolo irlandese.
Dopo il successo su Estonia e Far Oer, arriva dunque un pari, poco brillante e che non lascia per nulla soddisfatti. E dire che gli altri risultati erano stati favorevoli al gruppo di Prandelli, con la sconfitta sorprendente della Serbia, passata in vantaggio al 60′ con Zigic (fortunosa deviazione del gigante del Birmingham) ma travolta, nei minuti successivi da un’Estonia pimpante e vittoriosa meritatamente davanti all’incredulo pubblico di casa.
Gli azzurri, dunque, non sfruttano la chance di allungare ma smuovono la classifica, portandosi a quota sette, nel Gruppo C. Al secondo posto, a -1 dall’Italia, salgono proprio i baltici, mentre la Slovenia travolge la cenerentola del raggruppamento, le Far Oer, desolatamente e prevedibilmente a zero, e aggancia i serbi al terzo posto. Martedi si ripete, al Genova contro la Serbia.
Passando al match, e come ipotizzato, Prandelli promuove Mauri (protagonista di una gara sufficiente) esterno di sinistra a centrocampo a fianco dei veterani De Rossi e Pirlo, e lancia Borriello al centro dell’attacco con Cassano e Pepe laterali. In porta confermato il felsineo Viviano, mentre la difesa, ormai imperniata sulla coppia di centrali BonucciChiellini, viene completata da Cassani a destra e Criscito a sinistra.
Come abbiamo detto, fin dalle prime battute l’iniziativa è nelle mani degli azzurri. Già al 3′ Pepe, lanciato sulla fascia, impegna il portiere nordirlandese Taylor. Anche Criscito ci prova, una decina mi minuti dopo, ma sulla rasoiata del genoano, il bianconero è in ritardo e non riesce a trovare il passo giusto per la deviazione sottoporta.
Poi, però, la formazione di Worthington esce dal guscio e, alla mezz’ora, crea un’occasione clamorosa per passare in vantaggio. Sul cross teso in area, Healy impatta ottimamente di testa ma manda fuori di un soffio. Brividi per Viviano, che non avrebbe potuto nulla se la palla fosse stata indirizzata nello specchio.
Contropiede azzurro e risposta pronta di Borriello che si ritrova a tu per tu con il portiere ma spreca, anch’egli, con una conclusione mancina troppo centrale. Sulla respinta di Taylor, Cassano tenta il giro con il destro, ma la palla sfila a fondo campo, con le proteste azzurre per una deviazione di un difensore avversario, non ravvisata dalla terna arbitrale.
L’Italia c’è, gestisce il gioco e prova a rendersi pericolosa, ma il goal non vuole saperne di arrivare. Anche nel secondo tempo la musica non cambia: Irlanda del Nord in difesa, e azzurri in attacco, con Pepe che, davanti al portiere avversario, anzichè tirare in porta cerca il passaggio, mandando fuori, e con un colpo di testa di Cassano, smanacciato in angolo dall’attento Taylor.
Poi arriva la girandola dei cambi. Borriello, esausto, lascia spazio al sampdoriano Pazzini, Marchisio rileva Mauri e Giuseppe Rossi viene catechizzato da Prandelli e spedito in campo al posto di Pepe. Il risultato? Un’azione pericolosa, nel finale, di Rossi, con Pazzini che si alza in cielo ma schiaccia malamente e fallisce il goal vittoria. Insomma, un monologo azzurro nel quale è mancato l’attore protagonista, il goleador.

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