Italia-Germania, le pagelle. Balotelli torna Super Mario, Gomez un fantasma

Dopo aver goduto le imprese calcistiche degli azzurri, che hanno vinto meritatamente la semifinale degli Europei contro la Germania per 2 a 1 e ora si giocheranno il titolo contro la Spagna di Del Bosque (stasera 20 e 45), ci sediamo al tavolo delle analisi e diamo i voti ai protagonisti dell’incontro.
Di seguito, a beneficio dei lettori di Stadio Goal, le pagelle dei 22 in campo, partendo proprio dagli azzurri di Prandelli:

ITALIA

BUFFON 7: Inizia con un paio di incertezze e che fanno venire i brividi ai compagni e ad una nazione intera, sulla prima salva Pirlo sulla riga. Poi però Gigi si riprende alla grande regalando sicurezze e sfoderando un paio di super parate sui bolidi dalla distanza di Khedira e Reus. Esce infuriato con i compagni per i troppi errori sotto porta e la sofferenza finale, un vero capitano.

BALZARETTI 7.5: gioca sulla fascia destra non di sua competenza ma sfodera un’altra grande prestazione per applicazione e carica agonistica. Sempre presente in fase difensiva, un po’ meno in avanti ma è fondamentale il suo anticipo su Podolski nel primo tempo a salvare un gol praticamente fatto. Nella ripresa segnerebbe anche la rete sicurezza ma è in fuorigioco. È suo nel finale il fallo di mano (molto dubbio in verità) che fa segnare Ozil, ma non macchia la sua ottima prova.

BONUCCI 7.5: accanto al compagno bianconero Barzagli gioca con grande sicurezza, senza sbavature. Tempestivo e in bello stile il suo intervento in scivolata nella ripresa a fermare Klose lanciato a rete. Una piacevole sorpresa.

BARZAGLI 8: con Bonucci annulla Gomez ed anche Klose nella ripresa non la prende quasi mai. Senso della posizione ed esperienza da vendere, la Germania centralmente non sfonda. Un vero muro.

CHIELLINI 7: Stringe i denti e recupera a tempo di record, si vede che è frenato fisicamente. Appena un gradino sotto la prestazione dei compagni di reparto, anche lui comunque fa il suo spazzando l’area con risolutezza. Si accentra però un po’ troppo lasciando sulla sinistra qualche iniziativa pericolosa a Boateng e a Reus nella ripresa. Ci mette la solita grande grinta.

MARCHISIO 7: meriterebbe di più se non fosse per gli errori sottoporta nella ripresa che avrebbero chiuso molto prima la partita. Grande dinamismo ma anche qualità, la Germania in mezzo al campo non la vede quasi mai.

PIRLO 8.5: insegna calcio. Gioca con una tranquillità impressionante, una naturalezza che lascia di sasso i tedeschi che mai riescono a prenderlo. Nasconde la palla agli avversari, facendola riapparire magicamente sul piede dei compagni. Ha costantemente in pugno la partita e ha anche il grande merito di salvare sulla linea un gol fatto quando si era ancora sullo 0-0. Parlare di pallone d’oro per lui non appare poi così blasfemo.

DE ROSSI 8: se Pirlo ci mette la qualità e le geometrie, lui ci mette la sostanza. Duro come la pietra, recupera un infinità di palloni mettendo in mostra la sua specialità, il tackle. Ma non si limita a recuperare, entra da protagonista nel palleggio italiano che manda al manicomio la Germania. Dominatore.

MONTOLIVO 7.5.: per lui di madre tedesca, è una gara speciale. La gioca alla grande mettendoci questa volta anche tanto ardore, oltre ai soliti piedi educati. Nel primo tempo sciupa una buona opportunità ma si rifà con il gran lancio che manda Balotelli in porta per il 2-0.

CASSANO 7.5: ha solo un’ora di autonomia ma in quell’ora regala magie. La più bella l’assist per il colpo di testa di Balotelli che spacca la partita. Nasconde la palla a tre avversari prima di disegnare una parabola millimetrica per il compagno. Finalmente decisivo.

BALOTELLI 9: dalla polvere all’altare. Costringe mezza Italia a rimangiarsi quanto detto, trasformando gli insulti per l’errore contro la Spagna in grida di gioia osannanti a SuperMario. Due gol fantastici, specialmente il secondo per coordinazione e potenza. Ma non si limita ai gol, perché questa volta corre anche tanto in aiuto dei compagni tenendo sempre impegnata la difesa dei teutonici che non riesce a contenerlo. Questa volta esulta addirittura e ne ha tutta la ragione. Due reti che potrebbero cambiare la storia dell’Italia e della sua carriera.

DIAMANTI 7: solita staffetta con Cassano, ci mette la solita vivacità e qualità. Ha voglia di spaccare il mondo e si vede, potrebbe anche far gol ma il terreno pessimo dello stadio di Varsavia gli mette i bastoni tra le ruote.

DI NATALE 6: entra per i crampi di Balotelli e nelle praterie lasciate dai tedeschi potrebbe siglare il colpo del k.o., ma si divora una palla gol colossale calciando tutto solo sull’esterno della rete. Non da lui.

T.MOTTA 6.5: in campo per dare energie fresche a metà campo, tiene palla e randella nel finale, missione compiuta.

PRANDELLI 9: diamo a Cesare quel che è di Cesare. Facile col senno di poi. Finora ha vinto tutte le scommesse, soprattutto quella della coppia Cassano – Balotelli su cui aveva puntato, tra lo scetticismo generale, tutte le sue “fiches”. Scommessa vinta, sperando ora di completare l’opera raggiungendo il “sogno”. Ma al di là di come finirà la finale, ha il grande merito di aver restituito entusiasmo e soprattutto di aver dato un gioco alla nazionale, obiettivo che si era preposto fin dall’inizio del suo mandato. Si perché questa Italia ha una precisa identità e gioca a calcio, cosa che non sempre si era vista nella storia della nazionale azzurra. Siamo arrivati infatti ell’epilogo finale dominando Inghilterra e Germania. Chi prima dell’europeo avrebbe azzardato tanto?

GERMANIA

NEUER 6: un po’ fermo sul primo gol, rimane di sasso inginocchiandosi sulla bordata di Balotelli, simbolo della Germania che si arrende ancora una volta allo strapotere azzurro.

BOATENG 5.5: molto attivo nel primo tempo, mette anche palloni interessanti in area che i compagni non sfruttano a dovere. Ma quando si tratta di difendere da quel lato l’Italia passa che è una meraviglia.

BADSTUBER 4: probabilmente Balotelli abiterà i suoi incubi per parecchio tempo. Beffato in occasione del primo gol quando SuperMario gli prende il tempo, non lo vede mai.

HUMMELS 5: potrebbe far gol in avvio, ma Pirlo salva sulla linea. Grande ardore è tra gli ultimi ad arrendersi, ma anche lui soffre maledettamente ogni volta che l’Italia avanza.

LAHM 4.5: nel naufragio tedesco, anche il capitano perde la bussola. Clamorosa la sua diagonale errata sul raddoppio azzurro, così come l’occasione divorata in avvio di ripresa.

KHEDIRA 5.5: probabilmente tra i più lucidi nella Germania, ma perde di gran lunga la sfida con i centrocampisti azzurri.

SCHWEINSTEIGER 5: non lo si vede praticamente mai se non quando è costretto ad azzoppare gli azzurri. Messo in mezzo, non sa a che santo votarsi.
KROOS 5: schierato a sorpresa da Loew, ha qualità e si vede, ma non è un esterno e non arriva mai a sfondare.

OZIL 5: segna il rigore dell’illusione per i tedeschi, ma prima del 90’ raramente ci si era accorti della sua presenza.

PODOLSKI 4: sbaglia praticamente tutto, annullato da Balzaretti, Loew lo toglie per disperazione a fine primo tempo.

GOMEZ 4: un fantasma. Goleador di razza tanto temuto alla vigilia, va a sbattere contro il muro italiano. Esce alla fine del primo tempo non lasciando tracce della sua presenza.

REUS 6.5: molto vivace, ci spaventa in avvio con un paio di iniziative niente male. Alla lunga però la difesa azzurra gli prende le misure.

KLOSE 6: molto più attivo di Gomez, prova a metterci paura in area ma non gli arriva mai una palla pulita e, quelle rare volte che riescono a servirlo decentemente, gli azzurri ci mettono una toppa.

MULLER 5.5: entra quando ormai è troppo tardi e quasi nessuno se ne accorge.

LOEW 4: ci risiamo avrà pensato il Ct come la Germania calcistica tutta. Prende una severa lezione da Prandelli e dall’Italia, l’ennesima per i tedeschi che ancora non hanno imparato dagli errori del passato. Il palleggio italiano irretisce i tedeschi che sembrano poter sfondare solo nei primi minuti per poi essere dominati per la restante parte dell’incontro. Toglie Gomez per inserire Klose ad inizio ripresa, ma forse sarebbe stato meglio lasciare due punte e cambiare modulo considerando gli affanni del primo tempo. E così, dopo 15 vittorie consecutive in gare ufficiali, la Germania arriva al capolinea e non poteva che essere la solita Italia a fermare il treno teutonico.

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