Italia, Amauri convocato da Prandelli: “Un sogno che si realizza”

E’ partita ufficialmente l’era Prandelli, con il ct azzurro che alle 10 e 30 di questa mattina ha varcato il cancello di Coverciano, iniziando l’avventura sulla panchina dell’Italia.
Un’avventura partita sotto il segno di Cassano (“Sarà protagonista in azzurro e punto di riferimento per i compagni“) e del nerazzurro Balotelli (“Sarà trattato da adulto, non viziato ma ascoltato“) però nel quartier generale della nazionale italiana c’è una grossa novità, che ha fatto discutere non poco e ha suscitato parecchie polemiche in giro per l’Italia.
Parliamo del 30enne attaccante bianconero Amauri che, oggi, si gode il primo giorno da azzurro. “È quello che volevo, sono due anni che lo aspetto oggi sto realizzando un sogno“. Una felicità smisurata quella dello juventino, convocato dal mister di Orzinuovi e pronto ad esordire il dieci agosto nell’amichevole londinese che l’Italia disputerà contro la Costa d’Avorio.
Incontenibile la gioia del centravanti della Juve: “Sono arrivato 10 anni fa in Italia ed ero uno sconosciuto. Ora sono qui, sono in Nazionale. Per me è una grandissima vittoria, sono l’uomo più felice del mondo”. Una vittoria, quella dell’oriundo, che, tuttavia, ha creato grandi polemiche, giunte direttamente dalla Lega Nord: “Io posso rispondere che sono qui con il cuore, non sono stato raccomandato da nessuno, non ho nulla di cui vergognarmi. E comunque starà a me e a Balotelli far cambiare opinione a questa gente. Non so perché sono state dette certe cose sul nostro conto – ha continuato il calciatore –Per me oggi è il giorno più bello della mia vita. Non voglio parlare di rivincita ma di una mia vittoria, a cui non ho mai smesso di credere“.
Insomma, Amauri è ufficialmente il nuovo centravanti azzurro e, con Balotelli e Cassano, costituisce dunque un tridente esplosivo, fatto di forza fisica, tecnica e fantasia. Per tornare a far emozionare il popolo azzurro, deluso dalla vergognosa débacle dei recenti Mondiali sudafricani.
Ma l’ultimo pensiero va alla sua terra d’origine, il Brasile: “La mia famiglia è felice di questa scelta, mi ha sempre appoggiato. Non credo che nessuno in Brasile mi darà del traditore e comunque se qualcuno lo farà non m’importa. Io sono cresciuto calcisticamente in Italia, sono qui da 10 anni. E se un giorno segnerò al Brasile, esulterò come contro qualsiasi avversario“.

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