Inter ko anche in Europa contro il Marsiglia. La squadra di Ranieri non sa più vincere

Ayew manda ko l'Inter al 93'Continua la maledizione della sconfitta e con quella maturata a venti secondi dal termine della sfida del Vélodrome, nell’andata degli ottavi di Champions tra Marsiglia e Inter, a causa del colpo di testa del ghanese Ayew (figlio dell’ex torinista Abedì Pelè), sono sei le gare senza successo per i nerazzurri. Ogni record negativo è toccato, per vedere una crisi di sconfitte così netta bisogna tornare alla stagione 1993-94, quando Moratti non era ancora presidente.
E’ davvero una stagione pazza e schizzofrenica, contraddistinta da un picco negativo, una remuntada di sette vittorie consecutive, ed un una nuova caduta libera, per una sinusoide disarmante che mai e poi mai il presidente nerazzurro si sarebbe aspettato quando, in estate, era stato costretto a trovare un nuovo tecnico dopo la fuga oltralpe di Leonardo. Il patron interista scelse Gasperini, salvo poi chiamare Ranieri, al quale gli offriva il ruolo di aggiustatore.
Claudio ha provato ad aggiustare le cose ma probabilmente l’Inter sta vivendo la fine di un era che ha spremuto le teste e logorato gli animi. Anche contro il Marsiglia, squadra giovane e pimpante, si sono visti tutti i limiti di una formazione lenta e confusa, annebbiata e mai propositiva davvero.
I nerazzurri non segnano da 360 minuti. Forlan, schierato dal tecnico romano perchè, a suo avviso, più tecnico di Pazzini, contro una difesa forte fisicamente, ha provato ad impensierire Mandanda ma solo una volta, Zarate ha prodotto solo un tiro e senza la forza necessaria per essere considerato tale. E Sneijder… è sceso in campo? L’olandese è un lontanissimo parente di quel giocatore coi fiocchi che nel 2010 ha sfiorato il pallone d’oro. Van Basten dice che il talento numero 10 sta già pensando ai prossimi europei, sicuramente non sta pensando a giocare a calcio come sa.
Il Marsiglia certo non ha cantato la marsigliese ed offerto un calcio champagne ma, con la forza dei giovani (come il bravo difensore camerunense Nkoulou) e un pizzico di beata incoscienza (sembrava lo Zambia vincitore della coppa d’Africa) è rimasto compatto e, alla fine, ha colpito sfruttando una dormita colossale di Chivu, Lucio e Samuel, gli stessi che, appena due anni fa, di questi tempi studiavano come fermare e poi battere il Barcellona.
Questa familiarità alla sconfitta Inter, che ti ha coinvolto anima e corpo, non ti appartiene, prova a scrollartela di dosso già da domenica: una vittoria al San Paolo potrebbe essere una buona medicina (Luca Savarese)

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