Il rito dei ritiri. Fatica per i calciatori, amato dai presidenti

A campionato archiviato parte il rito dei ritiri, antico e sempre nuovo , estivo e stuzzicante. Le squadre, terminato il campionato, vanno in vacanza e, dopo, iniziano i ritiri; l’anticamera della nuova stagione, corridoio di lunghe e scrupolose preparazioni fisiche, momento di concedere la testa a mete fresche e rigeneranti. Quasi sempre prevale la montagna: Juve, Samp, Roma, Parma e tante altre.

A volte si rinizia da dove si ha finito, come il milan a Milanello, o si fanno bagagli e burattini per danarose gite all’estero: ecco la prima inter di Rafa Benitez , andata a prepararsi a Boston.

E’ il tram tram del ritiro estivo che si fa per essere treno in inverno. Spesso la località del ritiro costituisce un ponte tra l’allenatore ed i giocatori e se sono entrambi nuovi il ritiro diventa come una scuola nuova per proporre le proprie idee e per apprendere.

Fatica per i calciatori, amato dai presidenti che iniziano a vedere muoversi le loro pedine, enigma per i mister che ogni tanto vedono cozzare i loro orditi con le trame già prefissate di alcuni talenti.

Ritiro estivo per evitare brusche ritirate in campionato; ritiro per provare a sognare. “Le gambe sono ancora lontane dalla migliore condizione” è il linguaggio dei ritiri. I tifosi passeggiano tra i ritiri e si abbonano di corsa alla prossima stagione dove le gambe dovranno essere al top. Ritiropoli non va in vacanza ma riempie le nostre vacanze.

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