Il Psg tenta una gloriosa renaissance

Buongiorno amici, sempre più numerosi, di Stadio Goal. In attesa della supercoppa italiana, prima di sapere se Mario Balotelli riuscirà ad essere rossonero, ecco ON THE BEACH che torna per parlare di..calcio..Oggi vogliamo omaggiare il nuovo PSG, che spende tanto e tanto fa sognare.

Paris più saint che mai. La potente operazione di rilancio tecnico, frutto di un notevole budget economico, che sta prendenso piedi in questi giorni in quel di Parigi, ha dell’incredibile e del favoloso. Chissà quanti tifosi del PSG aspettavano una squadra così.
Probabilmente la attendevano da quell’8 maggio 1996, anno in cui arrivò sotto la Tour Eiffel la Coppa delle Coppe, vinta contro il Rapid Vienna. Era quella una squadra forte, di spada e di fioretto, fatta da gente come il portiere Lama, il difensore poi rossonero Bruno N’Gotty, Youri Djorkaeff poi giocoliere nerazzurro, l’anima brasileira di Rai, fratello del viola Socrates.
La stagione seguente arrivò Leonardo, un genietto del centrocampo, sornione e creativo come tutti gli artisti. Ecco oggi I padroni del Qatar con alla tolda Nasser Al- Khelaifi (che gestiscono il 70% del club), il presidente Leproux e Leonardo per rinverdire quei fasti, anzi, per scrivere pagine totalmente nuove e, si augurano Les Parisiens, vincenti.
Sono arrivati Menez, Pastore, Sissoko e Sirigu che, pochi anni fa difendeva i pali della Cremonese in lega pro ed ora si esibirà al Parc Des Princes: mica male come salto. Questa rivoluzione parigina ci fa capire che tutti possono sognare e possono farlo sempre: nel calcio e nella vita, c’è un infinito spazio sempre aperto per diverse palinodie, veri e propri rinnovi, che accendono entusiasmi e recuperano bandiere accantonate da tempo.
E’ curioso che il simbolo dell’equipe parigina sia una Tour Eiffel con ai suoi piedi una culla ed un giglio: la culla quella di roi soleil, Luigi XIV, e ,se per il giglio, dopo tanti anni, fosse arrivato il momento di sbocciare?. Non ne potevano più da quelle parti della monarchia del Lione o dell’esploit del Lille, in fondo Parigi merita una squadra all’altezza del fascino incantevole della sua ville.
Presto la vedremo disputare la Champions e, non ce ne vogliano i nostalgici interisti leonardiani, faremo il tifo per lei. Certo non bastano i soldi per vincere e convincere ma, l’entusiasmo è stato acceso. (Luca Savarese)

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