Il problema più grande dell’Italia di Prandelli? Il peso del passato

Marcello Lippi, allenatore di due campagne mondiali italiane, una iridata in Germania, nel 2006, ed una fallimentare in Sudafrica nel 2010, ha fatto sapere che anche nei giorni che precedevano l’avventura mondiale del 2006, il clima era pieno di sospetti sul calcio italiano che si era svegliato, in quei giorni, sotto le macerie di Calciopoli.
Il bel Marcello ora allena in Cina, non proprio una lega dove si colgono le qualità di un allenatore. I cinesi, come sappiano, son maestri nel coltivare riso ma, col calcio, non c’azzeccano molto. Fulvio Collovati e Beppe Dossena, che mamma Rai recluta come santoni e scialuppe sempre pronte a cucinare in tutte le salse il Mondial 82, in calce alla disfatta degli azzurri nell’amichevole contro la Russia, hanno detto che anche all’epoca si era reduci da una sconfitta contro la Svezia.
Ma è mai possibile che se non si tira in ballo il passato non si possa parlar di nazionale? Va bene che la storia è maestra di vita come diceva Cicerone ma non scordiamoci anche ciò che proclamava il filosofo francese Pascal: “Ciascuno esamini i propri pensieri: li troverà sempre tutti occupati dal passato o dal futuro: il presente non è mai il nostro fine
Proviamo a lasciare essere allora questa nostra Italia, la prima nazionale del presente, a farla esprimere liberamente per quello che è e che può offrire qui ed ora, non per quella che era o per quella che sarà. Certo il passato è un archivio interessantissimo di situazioni, dati, sensazioni ma non deve diventare il sostituto del presente, quasi fosse impossibile addentrarsi in questo presente a mente serena.
E’ sinceramente troppo facile dire “tanto era così anche nel 2006 o nel 1982” quasi a voler dire che quel che ne seguirà sarà come allora, lo stesso copione” . Così facendo si mette ulteriore pressione sugli azzurri che si vedono obbligati ad ottenere quei risultati. Ogni anno è diverso, ogni nazionale è diversa ed ogni minuto è diverso. Gli ultimi vissuti dagli azzurri sono stati pieni di paura, di brutti pensieri, di caschi blu (e non azzurri) nei cancelli di Coverciano.
Ora Prandelli ed i suoi ragazzi si stanno preparando per il debutto di domenica pomeriggio a Danzica, contro la Spagna: lasciamoli essere loro stessi, non ingabbiamoli in nessun paragone. Vedere la prima Italia del presente, è chiedere la luna? (Luca Savarese)

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