Il Palermo batte l’Hellas e rimane in Serie A. Retrocesso il Carpi di Castori

Palermo salvo, Carpi retrocessoLa Serie A, stagione 2015-2016, chiude ufficialmente i battenti dopo aver stabilito l’ultimo verdetto. Il Palermo batte 3 a 1 l’Hellas Verona e si salva, il Carpi vince a Udine ma deve abbandonare la massima serie con 38 punti, uno in meno dei siciliani.
Tanti brividi al Barbera ma al fischio finale può esplodere la festa. Il Palermo, nonostante 9 cambi d’allenatori decisi da Zamparini e una stagione a dir poco tribolata, conquista sul campo la salvezza in Serie A, contro l’Hellas Verona già retrocesso matematicamente ma grintoso e determinato a creare problemi anche ai rosanero dopo aver messo ko la Juventus una settimana fa.
Vantaggio rosanero alla mezzora del primo tempo, con il “Mudo” Vazquez (ottavo centro stagionale per l’italo-argentino), scaligeri pericolosi per ben due volte, con i legni colpiti da Pazzini e Siligardi, con deviazioni fantastiche e decisive di Sorrentino.
Nella ripresa, però, il gol del pari arriva, grazie a Viviani, con un diagonale che non lascia scampo al portierone del Palermo. Una doccia gelata per i siciliani, una notizia meravigliosa per il Carpi, contemporaneamente avanti a Udine per 2 a 0 contro la squadra friulana (in dieci per il rosso a Thereau, reo di veementi proteste in occasione del dubbio rigore concesso ai modenesi, ndr), grazie alla doppietta di Verdi.
La paura, però, scompare alla rete di Enzo Maresca, del 2 a 1 (papera di Gollini), e poi al tris firmato da Gilardino (prima rete in carriera ai veronesi), mentre il Carpi, naturalmente, vede svanire le proprie residue speranze di salvezza in Serie A. A Udine, intanto, spazio a Totò Di Natale, alla sua ultima a Udine, e per lui è standing ovation del popolo bianconero, e rigore per salutare la sua amata città e maglia, dopo 12 stagioni, con un’altra firma che rimarrà indelebile.
Al fischio finale, giro di campo di Di Natale, che riceve l’abbraccio di tutta la Dacia Arena, mentre il Carpi abbandona la Serie A, con grande onore, a favore del Palermo che festeggia.
Chiudiamo questo racconto durato 38 giornate con la sfida tra Lazio e Fiorentina, invece, dove nulla c’era in palio se non l’onore,  e dove è arrivata la vendetta toscana, con un solido 4 a 2 (doppiette per Tello e Vecino), dopo il ko dell’andata, in un Olimpico che si è alzato tutto in piedi per Miroslav Klose, campione tedesco che lascia il calcio italiano (e forse anche il calcio, ndr) dopo 64 goals realizzati nella sua avventura in Serie A con la maglia biancoceleste.

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