Il Napoli fa fuori l’Udinese, Kucka punisce la Roma allo scadere

Kucka regala la vittoria al Genoa sulla Roma in Serie AVediamo, dunque, come si sono comportate le squadre della Serie A nel turno infrasettimanale, disputato ieri sera e cominciato martedì con la vittoria della Juventus (capolista in virtù della sconfitta dell’Udinese) sulla Fiorentina per 2-1, grazie alla rete decisiva di Alessandro Matri.

ATALANTA-INTER (1-1): All’Atleti Azzurri d’Italia il match tutto nerazzurro si chiude sull’uno a uno. Sneijder realizza il temporaneo vantaggio, Maicon e Zarate si mostrano vivaci e ficcanti  (soprattutto l’ex laziale, ingiustamente sostituito da Ranieri che, per far posto a a Pazzini, avrebbe forse fatto meglio a cambiare un evanescente Milito), ma l’Atalanta non demorde e trova il pari con Denis. Lo stesso bomber argentino, però, fallisce allo scadere il matchball: dal dischetto, infatti, Castellazzi lo ipnotizza e salva l’Inter dalla sconfitta.

CESENA-CAGLIARI (1-1): Altro pareggio quello tra Cesena e Cagliari, che aiuta pochissimo i romagnoli in chiave classifica: attualmente ultima la formazione di Giampaolo non ha fatto alcun progresso e la pazienza dai piani alti della dirigenza inizia a vacillare; l’allenatore bianconero rischia ancora moltissimo in termini di esonero e ieri sera sull’azione del rigore, che avrebbe poi portato al pareggio finale, si è visto fuoco e fiamme: Ghezzal prende la palla e la sistema sul dischetto, ma Giampaolo inizia ad urlare, esce dall’area tecnica e invita la squadra a cambiare tiratore, Eder pensa di essere il prescelto, ma nuovamente Giampaolo si infuria e finalmente Candreva viene incaricato di tirare un rigore che pesava di responsabilità, onore, orgoglio e dignità. Fortunatamente per lui e per il Cesena la palla finisce in fondo al sacco.
Il Cagliari dell’ex Ficcadenti ha avuto un buon possesso palla, ma non ha messo in mostra grandi cose e giocato a ritmi vertiginosi, accontentandosi del rigore, messo a segno da Nenè che regala un buon punto.

CHIEVO-BOLOGNA (0-1): Striscia negativa per il Chievo di Di Carlo, che perde ancora 1-0, questa volta però tra le mura amiche del Bentegodi.
Il Bologna di Pioli ritrova i tre punti e il sorriso con la rete di Acquafresca, che si fa perdonare l’autogol con la Lazio. Forse il Chievo non avrebbe meritato una sconfitta, ma la penuria di reti degli attaccanti è un segnale poco incoraggiante.

GENOA-ROMA (2-1): Sono i giocatori che avrebbe voluto Gasperini nella sua Inter a decidere il risultato nella sfida casalinga con la Roma: Palacio, che non è autore del gol ma che è decisivo nell’assist per Jankovic, e Kucka, il quale firma al 90′ la vittoria del Grifone sui giallorossi.
Le difficoltà dei giallorossi si sono viste nelle ripartente veloci del Genoa; il gol del momentaneao pareggio è arrivato grazie a Borini al 83’, in un finale davvero avvincente, che si dimostra ancora amaro per la squadra di Luis Enrique, costretta ad inchinarsi ancora una volta agli avversari.

LAZIO-CATANIA (1-1): A Roma, sponda Lazio, si stanno ancora mangiando le mani per l’occasione persa ieri sera all’Olimpico: è ormai abitudine vedere segnare il tedesco delle meraviglie Miroslav Klose, che anche contro il Catania ha lasciato la sua impronta. Se il risultato fosse finito sull’1-0 la Lazio sarebbe stata regina della Serie A, ma invece il Catania, solido e ben organizzato, trova con Bergessio la rete del pareggio, portandosi a casa un punto comodo per la classifica e di rilievo per Montella, che sta continuando a far vedere un buon calcio in questa sua avventura sulla panchina etnea.

NAPOLI-UDINESE (2-0): Questo era senz’altro il big match del turno infrasettimanale e a dare una bella sterzata al quasi perfetto percorso friulano ci ha pensato il Napoli. Al San Paolo è stata festa immensa per questo successo sull’Udinese di Guidolin, che si è risvegliata nel secondo tempo, impensierendo la porta di De Sanctis, decisivo in due circostanze con le sue parate.
Lavezzi e Maggio sono gli autori di questa meritata vittoria, meritata soprattutto nel primo tempo, frazione nella quale l’Udinese ha faticato maggiormente; quando le occasioni sono state lampanti per i friulani, l’uomo rivelazione di questa Napoli, formato europeo, ovvero De Sanctis, ha rimandato al mittente le speranze di affondare la porta partenopea. (Paola Prina)

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