Il Milan vince grazie alla forza di quel punticino

I titoli sulle testate italiane si sprecano: da Super Milan a Milanissimo è facile in questi giorni apostrofare con tinte entusiaste la marcia in Serie A del Milan di Allegri che non perde un secondo per tenere il passo della capolista, la Juve di Conte.
Si, forse quel punto che separa i rossoneri dalla signora, lungi dall’essere un handicap sta giocando un ruolo di interessante e notevole propulsore: Allegri e i suoi vanno in campo con la consapevolezza che per tener testa alle algide imprese bianconere, si deve vincere, punto e basta.
E’ un punto che separa le due big di questo torneo e che è una precisa avvisaglia, un campanello d’allarme sempre acceso per i cuori rossoneri. Contro il Cagliari domenica sera certo è stato più facile del previsto, data l’inconsistenza tecnica e caratteriale della squadra di mister Ballardini, apparsa a San Siro più da villeggiante che da avversaria.
Apre le nozze Ibra che mai matrimonio con un campionato fu così roseo come si sta dimostrando questo: con la punizione che fa rotolare Agazzi è arrivato a 15 tasselli in 20 partite: solo in 5 occasioni lo svedese non l’ha messa dentro, dato impressionante com’è questa forza della natura che, nella lotta serrata contro la Juve, potrebbe avere un ruolo decisivo.
Prestazione da elogiare anche quella di Nocerino (nella foto in alto), anche lui sempre più goleador ed uomo Milan. Settimo sigillo personale e record di Romeo Benetti (7 gol da mediano nel torneo 1972-73) raggiunto. Ora la nazionale è un passaggio immediato.
Piccola parentesi, facciamo un gran parlare dei centocampisti esteri, ma questo nostro prodotto è un vero portento, per il giusto mix tra tecnica ed umiltà (prenda esempio signor Wesley Sneijder…). Chiude i giochi che, forse mai si erano aperti capitan Massimo Ambrosini che timbra il suo primo centro in questa stagione.
Il Milan gioca da prima della classe ma di fatto non lo è. Quel punticino le fa capire come deve giocare. Quanto al Cagliari l’arrivo del bravo Pinilla non ha per ora prodotto la scossa cercata da Cellino. Per uscire dalla mediocrità Ballardini dovrà decisamente cambiare rotta. (Luca Savarese)

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