Il Milan travolge l’Arsenal. Poker rossonero firmato da Boateng, doppio Robinho e Ibra

Boateng e il Milan travolgono l'Arsenal 4 a 0Nell’andata degli ottavi di Champions League, un Milan travolgente affossa con un perentorio 4 a 0 (sassata di Boateng, doppio Robinho, di testa e con un destro secco e preciso, Ibra su rigore nel sigillo finale) l’Arsenal di Wenger e rende una mera formalità la sfida di ritorno all’Emirates.
Spettacolare prova dei rossoneri che, dall’inizio alla fine, con una concentrazione e una determinazione incredibile, hanno reso facile quella che, sulla carta, si presentava come una sfida ostica. Inglesi sottotono, abulici e disastrosi in difesa. Van Persie l’unico a salvarsi in casa dei Gunners, se non altro per due tentativi (uno di piede e l’altro di testa) che hanno impegnato severamente Abbiati, decisivo in entrambe le occasioni.
Piu’ facile del previsto l’impegno dei rossoneri, ma proprio grazie alla grande prestazione del collettivo rossonero, dalla difesa (con Thiago Silva sugli scudi) al centrocampo (arricchito dal fondamentale rientro di Boateng) per arrivare all’attacco dove un Robinho stranamente micidiale sottoporta, si è trasformato in eroe della serata di Champions, grazie però agli assist di un Ibra devastante.  Il vantaggio arriva al 15′ con un fantastico destro al volo di Boateng (palla scagliata sotto la traversa a oltre 80 km orari) servito da Nocerino.
Il Milan insiste e trova il raddoppio. Ibra fugge via sulla sinistra, arriva sul fondo e serve, con un assist preciso, il brasiliano Robinho altrettanto bravo, al 38′, a impallinare Szczęsny con unosplendido colpo di testa. Bis del brasiliano al 4′ della ripresa con un destro dal limite, secco e preciso, mentre il sontuoso poker arriva a dieci minuti della fine e porta la firma, dal dischetto, di Ibrahimovic (fallo di Djorou sullo svedese), dopo che Abbiati era stato decisivo con le sue parate su Robin van Persie.
Milan travolgente, Arsenal troppo brutta per essere vera. Rossoneri vicini ai quarti di finale, inglesi chiamati all’impresa. Anzi…ad un vero e proprio miracolo.

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