Il Milan dei brasiliani doma il Barça bailado

Quello che è successo al Camp Nou fa iniziare con speranze più ardite il cammino del Milan nella nuova Champions: certo il Barça rimane una squadra di marziani ma, per due volte in novanta minuti il milan ha riportato i marziani sulla crosta terrestre.
E, se lo ha fatto in quest’occasione, lo potrà fare anche al ritorno: i rossoneri hanno dato due risposte vive, toniche, toste; certo i blaugrana hanno messo insieme qualcosa come 389 passaggi ed hanno dominato in lungo ed in largo la gara ma, il calcio ci insegna che se domini e non riesci a vincere non sei perfetto.
Il Milan di questa piccola imperfezione catalana ha fatto la sua insperata bellezza, il suo raggio di luce là dove alla vigilia parevano ergersi solo ingenti tenebre. Si percepisce che, lo scudetto conquistato a maggio ha irrobustito e temprato la squadra, prima di tutto nella consapevolezza della propria (grande) forza: in pochi giorni è riuscita a recuperare due gol alla Lazio ed un gol al Barcellona, evitando due ko e ottenendo due pareggi che valgono più di due punti: sono segnali che quest’anno si può fare ancora bene in Italia ed osare in Europa.
La formazione di Guardiola sembrava una signorina che passa tre ore a specchiarsi in uno specchio di cristallo e non sente chi la chiama da giù, mentre il milan ha sentito subito che c’era una piccola chiamata e così com’era, con gli abiti che aveva indosso (certo non eleganti come quelli bluerossi) si è precipitato giù, è sceso in strada e, ha trovato cento euro per terra, cosa che non ha potuto fare la signorina iberica, tutta presa nel farsi bella.
Curioso che a costringere al pari l’eubarcellona dal futebol bailado e brasilero, siano stati proprio due talenti brasiliani come Pato e Thiago Silva; quest’ultimo desiderato da Guardiola ma che, per la gioia di Allegri e compani, è rimasto a Milano.

Le altre protagoniste del Girone H non si fanno troppo male nell’ 1 a 1 in terra ceca. Avanti prima i padroni di casa con Bakos e pareggio bielorusso di Bressan, non Mauro ma un atleta brasiliano.

Nelle altre prime sfide diverse emozioni. Nel Gruppo E vince a Londra il Chelsea, che grazie a due assist del nino Fernando Torres batte con David Luiz e Mata il Leverkusen che però giustamente recrimina.

Valencia e Genk non vanno oltre lo zero a zero.

Nel Gruppo F dell’Asenal, i gunners fanno visita al poderoso Dortmund, che ricordandosi i fasti europei pareggia con il gol della giornata di Perisic (sinistrone al volo) il vantaggio iniziale dell’olandese Robin Van Persie. Ad Atene invece Deschamp sogna in greco grazie al gol vittoria di Lucho Gonzalez che stende l’Olimpiakos.

Per il Gruppo G,ad Oporto il primo porto europeo orfano di Villas Boas parte male: vantaggio dello Schakhtar e rigore sbagliato da Hulk. Poi è lo stesso brasiliano ad essere ancora incredibile con una punizione che infiamma il Du Dragao e spaventa il Portogallo intero. Di Kleber il gol del 2 a 1 lusitano. Antipatico esordio di Luciano Spalletti e del suo Zenit, che perde a domicilio contro i ciprioti dell’Omonia Nicosia. La musica ed il ballo della champions sono iniziati, ora sta a chi saprà danzare meglio. (Luca Savarese)

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