Il Liverpool si aggiudica la Carling Cup. A Wembley domato ai rigori il Cardiff

Dalglish con la Carling Cup vinta dal suo LiverpoolSe non è ancora quel Liverpool che infiammava il calcio europeo con Rafa Benitez, giocandosi due finali di Champions (2005 e 2007) e vincendone una (il tripudio turco di Istanbul ai danni dei nostri rossoneri del Milan) almeno sta ritornando con tutte le sue forze a far la voce grossa nella sua England.
Nel suo regno di Anfield Road, i tifosi dei reds possono gustare una nuova coppa, la Curling Cup, l’ottava nella storia dei Reds, portata a casa, domenica scorsa, nella finalissima di Wembley, dove Gerrard e compagni hanno avuto la meglio, anche se solo ai rigori, sull’ottimo e sorprendente Cardiff City, compagine della seconda divisione inglese, approdata con merito al prestigioso final round di Londra.
Kenny Dalglish, che con la maglia del Liverpool arrivò secondo nella speciale classifica del Pallone d’Oro 1983, dietro solamente a Le Roi Michel Platini, mette in campo per la finale una squadra tosta, con Gerrard ed Adam in mezzo al campo e Carrol-Suarez coppia d’attacco.
Il Cardiff risponde alla forza dei Reds con la velocità dei suoi contropiedi. Da una fresca intesa tra Miller e Mason i gallesi generano il loro vantaggio. Il pallone per pareggiare i conti il Liverpool lo trova grazie al poderoso difensore danese Skrtel che è abile a ribattere in rete una girata di testa dell’uruguagio Suarez, finita sfortunatamente sul palo.
I 60.000 mila di Wembey appaludono e si leccano i baffi: il calcio inglese è servito, le emozioni sono talmente morbide che si tagliano con i grissini. Il Liverpool ci crede, il Cardiff fiuta l’impresa. Poi, i rossi, ricordano di avere in squadra un rosso di capelli ed un oranje di nazionalità, quel talentuoso Kuyt, esterno offensivo olandese, troppo sottovalutato dai media.
Da lui, dopo ben due conclusioni, arriva la rete del vantaggio: esplode la Kop, la mitica curva del Liverpool, trapiantata per l’occasione a Wembley. Per i Reds i giochi sembrano fatti ma invece che cosa accade? Il Cardiff vuole giocarsi le sue ultime chances di produrre versi di gloria nel football dei ricchi e convoca i suoi poeti. Turner risponde e acciuffa il pareggio. Incredibile.
Turner con un nome che evoca il pittore romantico inglese, non poteva che regalare sogni dolci. Il suo gol è un paesaggio di speranza. Tutto questo è accaduto dentro i novanta minuti ed oltre. Si può dire che nessuno dei centoventi minuti di gioco sia stato avaro di pathos.
I rigori li vince chi ha più esperienza: il Liverpool dal dischetto ci vinse una coppa dei campioni nel 1984 contro la Roma ed una Champions, nel 2005, a spese del Milan, sa come batterli e va sul sicuro. Il destino a volte abbraccia il calcio per scrivere le sue storie: come quella di Anthony Gerrard, cugino di Steven, che dal dischetto ha l’opportunità di fare uno sgambetto al cugino ricco e famoso e di entrare nella leggenda: l’emozione, però, questa volta non carica ma taglia le gambe e le possibilità di successo per il Cardiff che non porta a casa la coppa ma rimane scolpito tra le mura di Wembley.
I 107 gradini per andare a prendere la coppa li percorre il Gerrard più famoso con la sua squadra, che mette in bacheca l’ottava Carling Cup (oggi League Cup). E’ ricominciata, da quella salita, una nuova ascesa del Liverpool? (Luca Savarese)

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