Il Lecce di Cosmi retrocede in Serie B. Si salva il Genoa di De Canio

Serse Cosmi non riesce nel suo personalissimo miracolo di portare a Lecce una salvezza incredibile e scivola in B con i salentini, mentre gioisce il Grifone, si salva il Genoa di De Canio. Tristi destini degli ultimi giri di orologio del campionato che esaltano ed incoronano, che beffano e irridono.
Il Chievo, ormai ampiamente salvo da un paio di giornate, fa una partita per nulla attendista, vuole vincere ed alla fine, con il primo gol del ceco Vacek, ottiene i tre punti che condannano i salentini in contemporanea alla vittoria del Genoa (decisivi Gila e Sculli) sul Palermo.
Serse aveva creduto molto nel poter salvare i suoi ragazzi. Muriel aveva iniziato ad offrire prestazioni monstre che ne favorivano continui accostamenti con Ronaldo, ei fu fenomeno. Peccato che l’esperienza giallorossa del fortissimo centravanti colombiano, finisca come era finita quella del fenomeno con l’Inter, tra le lacrime: quelle di quel famigerato 5 maggio per il brasiliano, quelle di ieri per il colombiano.
Da notare la grande dignità del capitano del Lecce, l’uruguagio Giacomazzi, che ai microfoni al posto di mister Cosmi, dice che nonostante siano scesi in b, il pubblico li abbia ringraziati ed applauditi fino all’ultimo. Bravo capitano, è un punto di partenza sul quale costruire una pronta risalita.
Non va in Serie B ma ha vissuto un vero e proprio annus horribilis il Genoa che per il rotto della cuffia e per alcuni punticini in più dei pugliesi evita il baratro. Un dato fa riflettere più di molte considerazioni: a Marassi, tra mercato estivo e mercato di riparazione, sono arrivati ben 19 elementi: troppi per dare una stabilità ed una vera identità alla squadra.
Preziosi, al quale consigliamo di andare a ringraziare per la salvezza, sull’esempio del tecnico romano dell’Atalanta, Stefano Colantuono, in qualche bel santuario ligure, deve necessariamente ripartire da questa riflessione. (Luca Savarese)

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