Il diktat di Prandelli

Prandelli coglie l’occasione delle due gare della nazionale per mettere in chiaro alcune questioni morali per lui importantissime. A Coverciano dunque, più di allenare le gambe, per questa volta Cesare preferisce approfondire l’assetto comportamentale, fondamentale per lui e per un’Italia che sappia prima di tutto essere un gruppo coi fiocchi prima che una squadra di successo.
Già aveva ribadito in passato quanto ci tenga che i suoi giocatori siano sopratututto uomini prima che bambocci da avanspettacolo. Questo messaggio lo fa diventare tema di questi giorni di ritiro. Vuole lavorare sul di dentro: via sputi, gomitate e quant’altro per dedicarsi all’esterno, al campo, dove andrà chi gioca nella propria squadra d’appartenenza, un minutaggio alterno in campionato non sarà più accolto per la certezza di una maglia azzurra.
L’anno prossimo di questi tempi, a Dio piacendo, saremo alle prese con l’esordio agli europei e comportamento e gioco dovranno essere all’altezza. Virgilio, nella Commedia dice a Dante, “Perdere tempo a chi più sa più spiace”. Prandelli non vuole perder tempo ma ottimizzare al meglio ogni momento per costruire la sua Italia. Che bello esser lontani da quella brutta specie di nazionale, improvvisata e senza attributi, dello scorso anno. Cesare strigliali e preparali, la tua Italia è già nuova. (Luca Savarese)

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