Il calcio senza nessun pudore

Nella vita come nel calcio che spesso ne è metafora, non si può dire tutto a tutti, sbandierare cose personali come fossero banconote che girano nelle mani di milioni di persone, una zona di proprietà solo nostra deve rimanere e lì nessuno, può entrare.
Nel calcio di oggi, che si è concesso forse troppo in fretta alle piattaforme televisive, non è più così: mille telecamere in mille minuti irrompono in mille avventure settimanali della tua squadra, senza chiedere il minimo permesso. Ci hanno insegnato da bambini a bussare la porta prima di entrare in qualsiasi luogo.
Questo non esiste più; le imponenti pay-tv non se lo chiedono nemmeno perchè partono dal fatto che tu paghi e proprio in virtù di quel pay, tu puoi avere diritto a quello che vuoi. Spesso quello che vuoi, finisce per coincidere gioco-forza con quello che vogliono e pretendono loro, assetati curiosi da combattimento.
Sabato sera il nuovo Parma di Franco Colomba vince nell’anticipo di Serie A contro la frastornata Inter di Leonardo. Ai gol di Giovinco ed Amauri il tecnico salta di gioia, esulta con un balzo come se l’avesse messa dentro lui e a fine gara, raccoglie i suoi in una specie di cerchio stile rugby, li guarda negli occhi e maternamente, spiega ai suoi pulcini com’è andata, cosa fare e cosa evitare nelle prossime sortite tra gli irti percorsi del campionato.
Un gesto che dà una gran carica e che riceve fresche energie spirituali. Sky, che sembra che ci voglia mostrare tutto del calcio e che tra un po’ ci proporrà degli speciali collegamenti con i bagni capaci di riprendere live i calciatori nel mentre dell’espletare i loro bisogni fisiologici, intervista a fine partita Giovinco e subito inizia la sfilata dell’invadenza: “Allora cosa vi siete detti quando vi siete raccolti, cosa vi ha detto Colomba? “ Giustamente la “formica atomica” non rivela il verbo di quei momenti, di quei respiri particolarissimi e taglia corto “ Sono cose che si vivono lì, non si dicono fuori” .
Ma come? Dovete dircelo, qualcosa vi sarete detti.” incalza il cronista che quasi si venderebbe pur di sentire cose che non si possono raccontare. Non si può davvero raccontare tutto, alcune esperienze si sentono, si assaporano e si serbano, è anche questa una forma di racconto che deve essere rispettata. Il telespettatore è una persona intelligente che al chiassoso sapere tutto a tutti i costi, preferisce ogni tanto una pacata discrezione. Certe cose non si raccontano non per far torto a dei giornalisti senza pudore ma per custodirle meglio. Infondo una Venere del Botticelli è più affascinante di una Maya desnuda di Goya: nella prima contemplo nella seconda, senza veli, c’è già tutto e non mi immagino più niente.
Non paga, la tribù del pettegolezzo a tutti i costi, aspetta al varco Colomba e subito gli domanda: “Ma cosa ha detto a Candreva, quando non ha accettato la sostituzione?” Ci risiamo, non c’è davvero più un minimo di pudore, E’ come se fossimo costretti a sapere tutto,così però diventiamo degli animali zeppi di informazioni e non comunichiamo più nulla, perchè sappiamo già tutto, perchè ci hanno raccontato già tutto.
Cosa sono tutti questi segreti?” sentenzia infine l’uomo sky che non si arrende ad essere invadente. Alcuni segreti, nel calcio come nella vita, sono essenziali per un sereno distacco, per non diventare pezzi che tutti maneggiano. Fa un certo imbarazzo notare che proprio chi è preposto a comunicare non sa più comunicare. Non vogliamo la luna ma una comunicazione più rilassata e meno asfissiante. (Luca Savarese)

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