Ibrahimovic si riprende il Milan. Gol e assist dello svedese, domato il Viktoria

Il Milan, esordiente al Meazza in questa Champions, ci ha messo più di un tempo, esattamente 53 minuti per cercare, conoscere e trovare la vittoria. Giusto il tempo di prendere le misure ad una formazione tutt’altro che attendista nella prima frazione dove con Bakos e Pilar era andata ripetutamente al tiro.
Se i giocatori cechi fossero stati meno precipitosi, probabilmente sarebbero anche andati in vantaggio. Una verità era evidente e limpida però,come il fatto che in questi giorni di inizio autunno col sole si sta bene, fin dai primi istanti della gara, quando la squadra di Allegri sembrava leggera e distesa.
Leggerezza e distensione trasmesse agli undici titolari da Ibra, rilassato e ricaricato dalle care cure svedesi: quando Zlatan prendeva palla, aveva tutto un altro passo e dava direttamente agli altri compagni una profondità ed una rapidità che, nelle gare orfane di lui (Barcellona, Napoli, Udinese e Cesena ) erano parecchio mancate.
Insomma il ritorno del fortissimo svedesone è servito a veder le situazioni di gioco più chiaramente ed è sembrato come un papà che vede il figlio che legge e gli accende la luce per farlo veder meglio. Il Milan, nelle ultime apparizioni giocava ma, aveva proprio bisogno di vedere meglio tutto.
Ed allora ecco che arriva il fatidico minuto 53 della partita quando proprio il motivatissimo numero 11 rossonero s’inventa un numero nello stretto che induce un difensore del Viktoria al tocco di mano. Rigore generoso, ma rigore. Zlatan di spada, con una sassata trasforma, volano coriandoli bianchi dagli spalti, inizia la festa Champions, il sogno del Camp Nou allora non era un miraggio ma un bell’invito all’arembaggio europeo, senza troppe ancore.
Habemus Zlatan, rieccolo, tecnica muscoli e centimetri tutti per questa nuova causa rossonera. Trovato il vantaggio il Milan trova la fiducia di giocare con scioltezza ed il Viktoria deve tristemente arrendersi ad essere sconfitta. Ma, il magic moment, il colpo di teatro arriva al minuto 66. Rinvio forte di Abbiati, palla che percorre una traiettoria lunghissima e volante, Zlatan la annusa, la brama e la fa sua con uno stop che neanche i maghi, la custodisce un secondo, il tempo di far salire Cassano e via, assist per il barese che con un dolce cucchiaino di destro batte Cech. Milan 2-Vitktoria 0.
Sarà il verdetto finale. Nel 1998 in una gara interna di Coppa Italia, contro la Lazio, da un lungo rinvio di Seba Rossi arrivò un gol di George Weah, direttamente di testa. In quel Milan giocava anche Ganz. A proposito, ci si aspettava l’esordio del baby Ganz ma Allegri ha preferito far entrare l’altrettanto baby De Sciglio. Ai milanisti però non importan molto, presi come sono dal poderoso ritorno di Ibracadabra. E domenica sera c’è la Juve, si salvi chi può. (Luca Savarese)

Speak Your Mind

*