I primi 90 minuti di Giovinco in Nazionale: personalità e giocate

Buon esordio per Giovinco in azzurroCosì piccolo che sembra un pulcino in mezzo a tante giraffe, elefanti e stambecchi d’ogni tipo. Figuriamoci, è cosi basso (1,64) che lo chiamano la formica, ma atomica. Infatti basta poco per sentire il suo “pio pio” sulla sfida contro l’Irlanda del Nord; però, questo pulcino becca, è un pulcino ma con dentro una forza da iena.
Ha il numero 20 sulle spalle perchè il 10 è sulla schiena di Cassano, doppiettista di giornata e sempre meno figlio di antiche cassanate, ma Sebastian, con un nome che già a pronunciarlo mette tutti sull’attenti, gioca subito con aggressività, per incidere.
E’ la sua prima da titolare con la maglia della nazionale. Tiri di sinistro, cambi di passo improvvisi, ritmo veloce da primo difensore, ci sa davvero fare questo puffetto: con la maglia blu sembra proprio un puffo, quegli ometti blu che facevano cose e dicevano cose da grandi, cose sagge. Ecco Giovinco rappresenta quell’innesto di saggezza che il calcio di oggi così ipermuscolare ha tanto bisogno.
E’ buono un piatto di pasta al pomodoro ma, quanto ci metti il sale è ancora più saporita. Prandelli con i primi novanata minuti azzurri totali di Giovinco, ha messo il sale all’Italia e per Euro 2012 di sale, di formaggio, di basilico e di altri ingredienti, ci sarà una grande occorrenza.
Ad un certo punto del secondo tempo, prova anche a far gol al volo: palla che va quasi dentro. Svaria su tutto il terreno d’attacco cercando qualche palla da beccare in rete. Ha una voglia matta di dire al mondo che alla juve, alla Signora, non è stato poi trattato con grande signorilità.
Il palllone però non ha mai smesso di trattarlo con signorilità, come lo trattava Zola del quale, nella culla di Parma, sembra imitarne le gesta. Anche Gianfranco era basso ma era fortissimo. Destino fisico dei fuoriclasse naturali, come se l’insostenibile bellezza del calcio, Domine Dio l’avesse concepita in modo inversamente proporzionale: più sei basso e più con la palla ai piedi diventi più alto della Torre Eiffel.
Questo il destino dei vari Best, Sivori, Messi, e anche di Giovinco, pulcino e formica che ha disputato la sua prima partita azzurra intera. Da grande. (Luca Savarese)

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