Grinta Napoli, crisi Inter

L’esodo dei tremila napoletani a Manchester ha dato una grossa mano al primo Napoli formato Champions che, in terra d’albione, ha fatto un partitone. Se i partenopei avessero vinto la partita non avrebbero fatto torto a nessuno. Finisce 1 a 1, in virtù delle reti di Cavani e Kolarov (ex Lazio).
Quello che si apprezza al City of Manchester è una squadra figlia del campionato monstre dello scorso anno, con più qualità (Inler, Pandev, Santana), con più consapevolezza dei propri mezzi e con quella sfrontatezza che ti fa desiderare di essere protagonista.
I tifosi napoletani è da un bel po’ che sono in viaggio, da quando verso primavera, gli input che venivano da Castelvolturno erano ritmi d’alta classifica. E allora via verso Milano per la gara col Milan (dove si mollò il campionato ma non le posizioni nobili), verso Barcellona (dove la manita era uno svelto prontuario della realtà della champions) e ieri, l’approdo in Inghilterra, destinazione Manchester, da Mancini, dal kun Aguero, da Balotelli (però squalificato e assente nel match).
Il viaggio del Napoli sembra avere ali di entusiasmo fuori ed ali abili dentro il rettangolo della verità, come Maggio, Cristian Maggio frecciazzurra, perchè, se i tifosi vanno in aereo lui prende il treno, si fa quasi tutto il campo e consegna a Cavani la palla piena di tutto: attese,speranze,anni bui e di serie c, ripartenze, arrivi, sorprese.
Il Matador mata tutto questo e infila Hart. Il telecronista Auriemma, passionale e sincero come tutti i telecronisti azzurri, dice: “Datemi pizzichi, voglio che sia tutto vero!” Il cardinale della città del Vesuvio, Sepe, in giornata ha fatto sapere che il suo pronostico era positivo per la gara e che l’avrebbe certo vista. Questo viaggio del Napoli stellare coinvolge tutti.
La punizione secca di Kolarov dice però che sull’aereo Champions anche altre corazzate vogliono sognare. Manchester City- Napoli diventa così la contesa tra due sogni azzurri. Il sogno e il viaggio della compagnia di Mazzarri che, alla camicia bianca ha sfoggiato per il debutto un giubbottino stile Fonzarelli, continuano già da domenica sera: al San Paolo arriva il Milan, reduce dal 2 a 2 di Champions.

Nell’altra partita del gruppo A, al Madrigal Giuseppe Rossi e soci non riescono ad imbrigliare la forza d’urto del Bayern che, con la finale nella sua Allianz Arena inizia a fare sul serio con Tony Kroos e Rafinha, ex Genoa. Forse neanche con lui in campo Gasperini avrebbe fatto bene al suo debutto in Champions. E’ un periodo di tegole e vacche magrissime per l’Inter.
Fuori Forlan dalla lista Champions fino a gennaio, sconfitta a Palermo in campionato ed ora scivolone inatteso alla prima europea contro una squadra della Trebisonda, il Trabzonspor che Milito e Pazzini hanno cercato in più occasioni di infilare ma, niente.
Gira male per i nerazzurri ma se a Palermo sono apparsi sfilacciati e divisi tra i reparti, contro i turchi si sono viste delle trame che non hanno però avuto fortuna. Era la prima volta che la compagine del patron Moratti tornava a giocarsi una partita di Champions dopo la disfatta per mano dello Schalke. Cinque mesi ed un giorno dopo i gol di Raul e Howedes ecco quello del ceco Celutska che non permette all’Inter di ri-vedere le stelle.

Pioggia di goals, nel secondo incontro del gruppo B tra Lille e Cska Mosca: avanti i transalpini con Sow (che bel tacco!) e Pedretti, rimonta russa affidata alla doppietta dell’ivoriano Doumbia.

Per il Gruppo C un ottimo Benfica del redivivo Cardozo (gran gol) rende agrodolce l’esordio al cammino dello United ma il mago gallese Giggs è abile a mettere le cose a posto, anzi in goal.

A sorpresa è in vetta il Basilea che si sbarazza degli altri turchi di questa Champions, quelli dell’Oteluti Galati, con un doppio sigillo del sempreverde Frei.

Il Gruppo D vede la vittoria di misura del Real (orfano dello squalificato Mourinho in albergo) che con una rete di Di Maria vince in Croazia, contro la Dinamo Zagabria. All’Amsterdam Arena finisce a reti bianche tra i lancieri ed il Lione. (Luca Savarese)

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