Gol e Spettacolo nella Storia della Serie A

Le più belle partite di serie A di tutti i tempi

Riviviamo insieme alcuni dei momenti più salienti del calcio italiano e delle leggendarie figure di questo sport. Ecco qui le partite di serie A migliori di sempre.

Napoli – Milan 4 a 1, 1988/89

 

Maradona

 

Nonostante il Napoli, vincitore del campionato per ben due volte, sia da sempre nota come una squadra forte, è innegabile che il suo valore sia stato spinto molto più lontano dal talento illimitato di Diego Maradona. Nel capoluogo campano l’argentino è ancora oggi considerato una sorta di divinità grazie alla sua leadership all’interno del team negli anni ’80. Nulla lo dimostra meglio del trionfo nel 1988 contro una squadra di tutto rispetto quale l’AC Milan. Nel periodo d’oro tra il 1986 e il 1994 le due squadre si erano accaparrate vicendevolmente 6 degli 8 scudetti, portando il calcio italiano a diventare la migliore league  sia a livello europeo che mondiale. Quello fu un periodo in cui anche gli stadi italiani avevano subito e stavano subendo un processo di miglioramento in vista della coppa del mondo del 1990. Nello specifico di questa partita il Napoli dominò da subito il match guidandolo dopo appena 11 minuti quando Maradona iniziò a sfoderare le sue doti conducendo il gioco. Mentre i giocatori correvano incessantemente da una sponda del campo all’altra estasiando i fan, già alla fine del primo tempo il Napoli aveva segnato un secondo e un terzo goal nel tipico stile geniale di Maradona. Ma la condizione del Milan non si risollevò nemmeno dopo il break in quanto il Napoli, già 3 a 0, pochi minuti dopo il calcio di rigore messo a segno dal Milan sfoderò un ennesimo goal (doppietta di Careca).

Juventus – Milan 0 a 2, 1998/99
C’è un valido motivo per affermare che questa sia una delle più importanti vittorie in campionato del Milan di sempre. Di gran lunga ci sono stati momenti e giocatori migliori a rappresentare i Rossoneri nel corso degli anni, ma quest’esempio serve solo a rendere la loro vittoria del 1999 ancora più speciale. Un team in declino a quel tempo, in cui tutti avrebbero potuto scegliere come preferenza pre-stagionale per la vittoria della scudetto una qualunque delle seguenti squadre: Juventus, Fiorentina, Lazio, Parma o Inter. E invece, incredibilmente, il titolo ritornò a San Siro, la sua casa spirituale. Il momento in cui il Milan cominciò a credere di poter avere una chance per la vittoria del titolo fu la scioccante vittoria sulla Juventus per 2 a 0 con solo due partite rimaste dalla fine della stagione. Con l’assenza dei giocatori chiave Zinedine Zidane, Edgar Davids e Alessandro Del Piero, la Juve di Carlo Ancelotti era rimasta indifesa lasciando le porte aperte a un Milan che approfittò della situazione con George Weah (pallone d’oro di quell’anno) e Thierry Henry.

 

Inter – AC Milan 0 a 6, 2000/01

Paolo Maldini

 

Un risultato esorbitante in una stagione in cui entrambe le squadre erano in lotta per guadagnarsi un posto in Coppa UEFA (l’attuale Europa League). Durante il derby della Madonnina, quel pomeriggio il Milan riuscì a stabilire un record con una serie di goal segnati da Shevchenko (2), Serginho, Giunti e Comandini (2). Nonostante l’apparente divario di classe tra le due squadre nel match, entrambe occupavano lo stesso posto in classifica con 44 punti, il che alimentava una chiara incertezza sul pronostico del punteggio finale. Ciononostante la situazione non impedì ai fan accaniti dei rossoneri di puntare sulla loro vittoria e di diventare considerevolmente più ricchi per aver scommesso in un’epoca in cui le scommesse su smartphone erano complicate o inaccessibili. Oggigiorno, se il risultato varia considerevolmente si ha la fortuna di poter gestire le scommesse in tempo reale puntando su una vittoria incontrollata o ritirandosi se l’accumulatore è “in pericolo”. Nessuna di queste funzioni era disponibile in passato ma adesso, in un mercato estremamente competitivo, i bookmaker e i casinò online sgomitano per garantire offerte e funzioni che rendono lo sport ancora più coinvolgente.

Juventus – Parma 4 a 0 Serie A 1994/95

Roberto Baggio

 

Sebbene oggi sia difficile immaginare il Parma come una squadra di primo livello, in passato lo era (prima del disastro finanziario della società nel 2003). Le due squadre di questa partita, Juventus e Parma, si erano affrontate sia nel campionato italiano che in quello europeo non meno di 5 volte durante la stagione e in questa occasione, occupando entrambe un posto ai vertici della classifica, ciò che occorreva alla Juve era vincere il match e, di conseguenza, il campionato. Il Parma guidato da Faustino Asprilla e Gianfranco Zola, solo 4 giorni prima, aveva negato alla Juve la chance di una tripletta storica vincendo 2 a 1 (punteggio aggregato) nella partita di ritorno della finale di Coppa UEFA a San Siro. Erano appena trascorsi 10 minuti dal fischio iniziale quando Fabrizio Ravanelli, soprannominato la “Penna bianca” portò in vantaggio la Vecchia Signora. Più tardi, Didier Deschamps in un’azione di contropiede sfruttò il passaggio di tacco del “Codino divino”, Roberto Baggio, piazzando un goal nell’angolino destro della rete. A venti minuti dal fischio finale, Gianluca Vialli segnò la terza rete alcuni minuti prima che Ravanelli, con la sua doppietta, chiudesse il match che regalava il titolo alla squadra torinese.
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