Girone B: Germania sul gradino più alto. Robben cerca riscatto, occhio al Portogallo di Ronaldo

Dopo aver dato un rapido sguardo al Girone A, quello dei padroni di casa polacchi e probabilmente quello con minor fascino, è il turno di passare al Gruppo B che, al contrario, è stato unanimemente definito il più complicato.
Il girone della “morte” sarebbe facile e banale ribattezzarlo così. Tanta roba, Olanda, Germania e Portogallo, senza dimenticare la sempre insidiosa Danimarca che già nel 92’ da outsider totale, ripescata al posto della Jugoslavia frantumata dalla guerra civile, giocò un brutto scherzo all’Europa intera.
Ben cinque i titoli continentali in bella mostra, tre dei quali della Germania, favorita numero uno insieme alla Spagna campione in carica e del mondo. La formazione di Joachim Loew è, insieme agli iberici la rosa più ricca di talento e viene da quattro anni in cui ha mostrato miglioramenti continui, mettendo in mostra un gioco vivace e veloce, potendo contare su tanti elementi di grandissima qualità e su giovani a dir poco promettenti.
La lista sarebbe lunghissima, partendo dai tanti bavaresi come Thomas Muller e Toni Kroos, i vari Schweinsteiger, Gomez, Neuer e il capitano Lahm veterano ma ancora molto giovane, i freschi bicampioni di Germania Goetze, Hummels e Schmelzer i madridisti Ozil, Khedira, senza dimenticare gente del calibro di Klose e Podolski. Dunque una rosa completa e abbondante in tutti i reparti, specialmente a metà campo che permetterà a Loew di avere il solo imbarazzo della scelta.
Per i teutonici sembra dunque arrivato il momento, dopo aver sfiorato il titolo quattro anni fa e aver dato spettacolo al mondiale sudafricano, di passare alla casa per raccogliere quanto seminato…Spagna permettendo, considerando che proprio le furie rosse hanno fermato i sogni di gloria tedeschi nelle ultime due competizioni.
Spagna che è un ricordo amarissimo anche per Robben e compagni, battuti a Johannesburg due anni fa. Una fresca finale mondiale che fa dell’Olanda un’altra favorita d’obbligo per questi europei. Del resto anche qui il CT Van Marwjjk potrà contare su un gruppo affiatato, quasi per intero lo stesso del mondiale, con elementi di spessore internazionale e valore assoluto come il bomber dell’Arsenal Van Persie, sogno estivo di mezza Europa Juventus compresa.
Ma non è l’unica bocca da fuoco a disposizione del tecnico olandese se consideriamo anche quell’Huntelaar lasciato partire forse fin troppo frettolosamente dal Milan e capace di andare a bersaglio con clamorosa facilità in Bundesliga conquistando il titolo di capocannoniere. Dovesse girare anche solo uno dei due in avanti e, soprattutto, Sneijder e Robben a metà campo sarebbero dolori per tutti.
E forse proprio qui, oltre ad una difesa non proprio di ferro incentrata sui soliti noti, sorgono piccoli dubbi. I due centrocampisti offensivi infatti non vengono dalle loro migliori stagioni con Robben che ha tra l’altro sulla coscienza il peso dei rigori sbagliati in campionato e nella finale di Champions contro il Chelsea, errori che sono costati carissimo al Bayern. Vedremo se avrà la forza psicologica di reagire o proseguirà nel trend negativo.
Passando al Portogallo, basta un solo nome per far tremare i polsi; Cristiano Ronaldo, il fenomeno che ha sfidato l’alieno Messi a colpi di gol nella Liga appena terminata raccogliendo alla fine un bottino incredibile, ben 46 reti senza contare quelli nelle coppe, arrivando a ben 112 gol con la “camiseta blanca” in 101 presene…mostruoso.
Numeri che però l’ala portoghese non è riuscito a replicare completamente in nazionale dove ha si segnato ben 30 reti, ma raramente ha lasciato traccia nelle occasioni che contavano. Terribile il ricordo dell’europeo perso in casa contro la Grecia nel 2004 torneo in cui ha ottenuto comunque il suo miglior bottino in termini di reti (2) e di rendimento, non riuscendo a replicare nei tornei successivi, pur ottenendo risultati di squadra importanti come la semifinale mondiale del 2006.
E proprio da qui nascono i dubbi sui lusitani. Basterà il solo Ronaldo a trascinare una nazionale che ha mostrato difficoltà evidenti nella fase di qualificazione (girone vinto proprio dalla Danimarca)?. Il Portogallo infatti, pur non mancando sicuramente in qualità, basti pensare all’alter ego di Ronaldo, ovvero Nani del Manchester United e potendo contare su una difesa decisamente solida (PepeBruno Alves) è però una formazione che sta risentendo non poco del ricambio generazionale.
Dall’addio di gente del calibro di Rui Costa e Figo, tanto per fare due nomi, classe pura e soprattutto personalità da vendere, la nazionale lusitana ha stentato a trovare il giusto ricambio (basti pensare che sono presenti ancora i soliti Hugo Almeida, Helder Postiga, Quaresma) dovendosi per forza affidare in toto alla classe del suo fenomeno. O si accende Ronaldo, o per il Portogallo saranno dolori.
Chiudiamo con la cenerentola del gruppo, la Danimarca, che però muovendosi a fari spenti può rappresentare un grosso rischio per le altre. Il sogno di ripetere l’impresa di venti anni fa sembra un vero e proprio azzardo ma, intanto, a rinverdire i ricordi, ci sarà un nome noto. Tra i convocati di Morten Olsen, c’è infatti il figlio del leggendario Peter Schmeichel, portierone del Manchester United e campione d’Europa con la “Danish Dynamite” in Svezia nel ’92. Il pargolo, ovviamente anche lui portiere, che risponde al nome di Kasper, non dovrebbe però partire titolare con Lindegaard e Andersen a contendersi il posto dell’infortunato Sorensen.
Per il resto la formazione danese non presenta grossi nomi, puntando su compattezza e organizzazione. Difesa affida alla coppia Agger-Kjaer con il romanista che accanto al centrale del Liverpool e, soprattutto con uno schema di gioco molto più coperto, ritrova quel minimo di sicurezza mai mostrato in maglia giallorossa. A metà campo poca roba, eccezion fatta per il giovanissimo talento dell’Ajax, Eriksen, elemento da tenere sott’occhio. Sarà lui con il vecchio Rommedahl a cercare di ispirare Nicklas Bendtner, ex bomber dell’Arsenal quest’anno al Sunderland, talentuoso quanto discontinuo e bizzoso. (Marco Formato)

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Speak Your Mind

*