Girone A: Russia attesa protagonista, fattore casa e Lewandowski per la Polonia. Outsider Grecia

Pochi giorni e prenderà il via la 14/a edizione della fase finale dei campionati europei di calcio, organizzata in quest’occasione dalle nazioni di Polonia ed Ucraina. A dare lo start alla manifestazione, contro la Grecia l’8 giugno alle 18, sarà la Polonia di Smuda, padrona di casa insieme a Sheva e vogliosa di far bene davanti al proprio pubblico contro la talentuosa Russia, che ha travolto in amichevole l’Italia e si candida per la vittoria del raggruppamento, la nazionale ellenica di Santos , squadra sempre insidiosa e campione d’Europa nel 2004 e la Repubblica Ceca, giunta a Euro 2012 dopo aver vinto il doppio confronto playoff con il Montenegro.
Iniziamo ad analizzare questo girone, certamente non tra i più attrattivi (solo 3 titoli europei in quattro nazionali, ndr) ma comunque interessante, partendo proprio dalla Russia, che si presenta i blocchi di partenza dell’Europeo per la quinta volta dallo scioglimento dell’Unione Sovietica (1992) e dalla formazione di questa nazionale. Il gruppo, guidato dal santone olandese Dick Advocaat arriva in Polonia ed Ucraina in grande crescendo, dopo gli ottimi risultati ottenuti nell’edizione di Austria e Svizzera (dove è stata piegata in semifinale dalla Spagna).
A quello che risulta tutt’oggi il miglior risultato della Russia, ha fatto seguito un vero e proprio dominio nel girone di qualificazione all’ormai imminente Euro 2012, a conferma dei progressi di questa giovane nazionale. I ragazzi di Advocaat hanno conquistato il pass con estrema semplicità e si presentano all’appuntamento continentale con tanto talento (Arshavin, Dzagoev, Kherzakov etc…) e grande voglia di comandare le operazioni.
Discorso diverso per la Polonia di Smuda, che comunque vogliamo inserire tra le candidate alla qualificazione nel Girone A. Solo nell’ultima edizione i biancorossi sono riusciti ad assaporare la fase finale, anche se per poco poichè l’avventura si è chiusa al primo turno. Quest’anno, però, potrebbe essere diverso, per il fattore casa, per la presenza di giocatori importanti, tra i quali Robert Lewandowski, bomber del Borussia Dortmund campione di Germania (blocco giallonero completato dal capitano polacco Jakub Blaszczykowski e dal terzino destro Lukasz Piszczek). Con un killer micidiale come Lewandowski, autore di una tripletta nella finale di Coppa di Germania contro il Bayern, Smuda può anche sognare in grande e sperare che ci sia il salto di qualità sperato da tutto l’ambiente.
E dopo Russia e Polonia, le due “big” del raggruppamento, passiamo a parlare della Grecia che, nonostante l’exploit in Portogallo del 2004 (vittoria del campionato europeo) non ha un ruolino esaltante per quanto riguarda le fasi finali degi europei, essendo stata eliminata al primo turno sia nel 1980 in Italia che nel 2008.
Grande orgoglio e carattere ne fanno una nazionale comunque insidiosa che avrà in Samaras, attaccante del Celtic, il giocatore con più esperienza in ambito europeo, ma occhio anche a Gekas, punto di forza dei turchi del Samsunspor e sempre protagonista con la casacca della nazionale. Ma il leader, l’emblema ellenico, sarà quel Karagounis che, dopo aver girovagato in Europa, è tornato a respirare aria di casa in patria, nei verdi del Panathinaikos.
Chiudiamo questa analisi con la Repubblica Ceca. Secondo posto nel 1996, sconfitta in semifinale nel 2004, e flop nell’ultima edizione. Inoltre, per arrivare a Euro 2012, la nazionale di Bilek è dovuta passare per la prova d’appello degli spareggi. Due vittorie con il Montenegro e pass conquistato, ma quanta fatica davvero.
Poche stelle, una su tutte, quella luminosa e splendente rappresentata dal portiere del Chelsea campione d’Europa, Petr Cech, fresco di rinnovo contrattuale con i Blues, mentre tra gli elementi più interessanti di una rosa qualititativamente un gradino sotto Polonia e Russia (la poniamo alla pari con la Grecia) il terzino sinistro Kladec (in forza al Leverkusen) e il giovane attaccante del Cska Mosca Tomas Necid. Va anche sottolineato come il mister Bilek abbia abbia attinto alla grande dal serbatoio del Viktoria Plzen (6 giocatori convocati, ndr), vincitore l’anno scorso del titolo di campione nazionale e avversario in Champions League del Milan.

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