Gary Lineker e il servizio pubblico

Arriva un’email: “Caro Balestri, lei è molto divertente nelle sue critiche, ma appunto è troppo critico. Possibile che non le vada mai bene niente? Possibile che debba sempre distruggere e mai costruire? Saluti, Marco, Milano”. Approfittiamo di Marco per costruire qualcosa raccontando della devastante esperienza che abbiamo vissuto a Londra, dove siamo stati per motivi di lavoro nei giorni scorsi. Devastante per chi è abituato al calcio italiano, alle sue miserie umane e televisive. Non intendiamo parlare dei soliti luoghi comuni del football britannico come vero, schietto, leale, birra, fish and chips, tifo sano, lealtà, applausi comunque a chi si impegna, e tutto il resto, luoghi comuni peraltro verissimi (basta assistere a una qualunque partita lì e confrontarla con una qualunque delle nostre, a partire dalle diverse difficoltà di raggiungere uno stadio e di entrarci). No, vogliamo parlare di tv, e questa è la nostra modesta proposta per cercare di costruire qualcosa di diverso nel calcio in tv per la prossima stagione anche in Italia.
Quello che ci ha colpito è la Bbc. Esempio di tv di qualità per moltissimi aspetti, dai tg ai programmi culturali, dall’intrattenimento alla completezza dell’offerta. Ma è come tratta il calcio che ci ha sorpreso. Le difficoltà sono le stesse della Rai, ovvero la presenza di una dilagante Sky che non si limita a mostrare in diretta le partite, ma le spezzetta e le spalma a proprio piacimento.
Risposta italiana: appena finisce il posticipo serale parte una chilometrica trasmissione zeppa di applausi inutili e insulsi, condotta in modo pressappochistico, che per la prima mezz’ora parla di temi a casaccio finché non arriva l’ora in cui può trasmettere le immagini del posticipo, che vengono commentate all’impronta in una finta sintesi di una finta diretta. Poi di nuovo chiacchiere, servizi (sintesi poverissime di immagini e con inquadrature a casaccio) mandati in onda senza un filo logico fino a notte fonda, opinionisti che si contraddicono tra di loro con sempre maggiore permalosità, due-tre accenni tattici, qualche sciapa battuta di un comico, ospiti del calcio giocato che scappano sempre presto perché l’indomani hanno allenamento, interviste in diretta fatte svogliatamente ma ricche di complimenti per chiunque, retorica, un pelo di mercato che fa sempre piacere, applausi per tutti. Si finisce a notte fonda (durata circa due ore e mezza) che non si è capito una mazza. E poi dicono che uno diventa nostalgico se pensa a quando alla Ds c’erano Ciotti e Viola. Di Controcampo potremmo dire anche peggio, ma ha un’attenuante grossa come una casa: è trasmessa da un canale privato, che non ha nessun dovere di farlo e se lo fa ha il diritto di impostarla come crede. La Rai è servizio pubblico, e il dovere ce l’ha.
Risposta inglese, appunto della suddetta Bbc. La trasmissione “Match of the day”. In onda a mezza serata. La conduce un giornalista? No, Gary Lineker, uno dei più prodigiosi uomini che abbiamo mai attraversato il calcio inglese per puntualità sottorete, stile, correttezza (mai ammonito in vita sua, come sapete)…

Tratto dalle Notizie del Guerino
Scritto da Livio Balestri

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