Finale: L’Inter conquista la Coppa Italia. Eto’o stellare, domato il Palermo

C’è soltanto un nome che regna sovrano nella notte di festa interista ed è quello di Samuel Eto’o. L’Inter vince per 3-1 la sua settima Coppa Italia, la seconda consecutiva, contro un Palermo eccellente, al quale è mancata la freddezza, ma soprattutto l’esperienza, per mettere in bacheca il primo trofeo e arrestare la corsa di un avversario titolato e vincente come quello nerazzurro.
Il leone del Camerun è nel mirino dei più grandi club d’Europa, ma quando nel post partita il giornalista della Rai gli chiede che cosa ne sarà del suo futuro, il bomber interista non esita ad affermare che da Milano non intende assolutamente andar via. Come del resto aveva già affermato Moratti nei giorni precedenti “Eto’o non si tocca”.
E non si tocca nemmeno Julio Cesar. I nerazzurri devono tantissimo a questo portiere, che salva continuamente la porta dall’assalto dei palermitani. Prende soltanto un goal di Munoz, poi espulso da Morganti, decisione forse avventata da parte dell’esperto arbitro marchigiano che ha chiuso, a 45 anni, con la finale romana la sua “professione” di arbitro italiano.
Un giocatore che meritava il goal era Milito: il principe nerazzurro ha attraversato forse la sua peggior stagione calcistica. Cinque infortuni hanno condizionato la sua preparazione, intaccando anche il morale dell’argentino, che questa sera si è però rifatto, segnando al 47’ del secondo tempo, su assist fantastico di Pandev.
Questa è la qualità dell’Inter, che è stata premiata, dopo una stagione altalenante, con un cambio di panchina, da Benitez a Leonardo, con troppi infortuni, ultimo quello di Cambiasso, l’Inter aveva davvero bisogno di questo successo.
La soddisfazione dei giocatori al termine della partita è stata grande, Zanetti, con 1003 presenze da professionista, ha cantato insieme ai tifosi “Pazza Inter” e ai microfoni della rai ha detto “Sono troppo innamorato di questi colori”.
Leonardo conquista il suo primo titolo d’allenatore e agguanta almeno uno degli obiettivi con cui era approdato in casa Moratti, dopo aver fallito la rimonta per lo scudetto e la Champions.
Questa finale era attesissima dai rosanero di Delio Rossi, che aspettavano con molta trepidazione e partecipazione la sfida dell’Olimpico; 30 mila tifosi sono accorsi a Roma per sostenere la squadra. Onore al Palermo, e al suo allenatore ma l’esperienza e il passato interista hanno avuto la meglio. Delio Rossi non è riuscito a trattenere le lacrime, sebbene si sia parlato di un suo addio da Palermo, questa commozione potrebbe cambiare le idee e le prospettive future di Zamparini.
Peccato davvero per i siciliani, che hanno condotto una gara col cuore e con la passione di chi credeva fermamente in uno scopo.
Inter in festa per una nuova tripletta, meno prestigiosa dell’anno scorso, ma dal sapore di concretezza, quella che questa squadra cercava da tante stagioni. C’è un ritmo consolidato che aspetta di riaprire le danze nella prossima stagione, quando ci saranno nuovi acquisti e nuovo slancio con cui ripartire. (Paola Prina)

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