L’Italia dura 60 minuti. Mandzukic risponde a Pirlo e la situazione si complica

Mandzukic frena l'Italia e fa sognare la CroaziaSiamo alle solite. Stessa storia già vista e rivista, l’Italia rimane fedele al suo copione e anche ad Euro 2012, complice l’1 a 1 con la Croazia (vantaggio azzurro con Pirlo, risposta degli slavi firmata da Mandzukic, ndr), arriva all’ultima gara costretta a fare calcoli e a dover attendere i risultati dagli altri campi per sapere il proprio destino.
I fantasmi del biscotto scandinavo di otto anni fa aleggiano nuovamente sui colori azzurri ma, a onor del vero, stavolta dovrebbe essere diverso. La Spagna appare troppo superiore rispetto ai croati da potersi accontentare di recitare la parte in un complicato pari con gol (2-2, ndr) che estrometta l’Italia dal torneo. Ma nel calcio può accadere di tutto.
Intanto c’è da dire che, nelle ultime tre fasi finali di grandi competizioni tra mondiale e d europei, l’Italia ha vinto una sola delle ultime nove partite; la terza gara del girone di Euro 2008 contro la Francia (2-0) pareggiandone sei e perdendo le altre due. Dato a dir poco preoccupante.
Facendo un passo indietro, bisogna dire che gli azzurri devono solo recitare il “mea culpa” per l’occasione gettata al vento a Poznan, dove contro una Croazia battagliera e organizzata si, ma nel complesso piuttosto modesta, ha gettato al vento l’occasione per fare il passo decisivo verso la qualificazione.
Anche stavolta infatti i ragazzi di Prandelli si sono fatti rimontare il vantaggio iniziale ma, se contro la Spagna, il pari e la grande sofferenza finale ci stava tutta, contro i croati si poteva fare molto di più. Ancora una volta decisivo è stato il netto calo atletico del secondo tempo che getta dubbi anche sulla scarsa forma con cui l’Italia si è presentata in Polonia.
Azzurri che dopo un buona ora di gioco, hanno tirato i remi in barca, concedendo campo alla Croazia che, a furia di gettare palloni in area, ha trovato il pari con Mandzukic, complice la dormita della difesa italiana e di Chiellini in particolare, saltato completamente a vuoto con il legnoso centravanti croato che ha avuto il tempo addirittura di stoppare prima di scaraventare in porta da due passi. Inconcepibile.
Che fatica per fare gol. Poca la spinta sulle fasce, Giaccherini e Maggio troppo timidi e mal serviti, in un modulo, il 3-5-2, in cui invece i giocatori esterni rivestono un ruolo fondamentale. Centrocampo poco dinamico e con poca voglia di lottare (vedi Thiago Motta) in avanti buoni movimenti ma scarsa efficacia.
Cassano si è dato molto da fare, servendo anche buoni palloni ai compagni senza trovare però il guizzo decisivo, calando infine alla distanza (andava sostituito prima forse). Solo un gran tiro respinto da Pletikosa nel primo tempo per Balotelli che continua a dare la spiacevole impressione di giocare quasi controvoglia. Troppo poco per incidere ed in effetti l’Italia pur dominando la Croazia nel primo tempo, sprecava tanto arrivando con facilità nei pressi dell’area, senza trovare però mai la stoccata decisiva.
L’occasione migliore l’aveva sui piedi Marchisio, imbeccato splendidamente da Cassano, ma la doppia conclusione del centrocampista bianconero trovava il corpo di Pletikosa, decisivo nel tenere a galla i croati nel primo tempo. Al 41’ però, Balotelli steso al limite, si guadagnava la punizione che Pirlo sfruttava alla grande, disegnando la parabola magica a scavalcare la barriera che non lasciava scampo a Pletikosa.
Uno a zero e gara in discesa? Niente affatto perché nella ripresa, dopo un primo quarto d’ora incoraggiante in cui Balotelli sfiorava anche il gol con un potente tiro dal limite, la Croazia cominciava a guadagnare campo, sfruttando il calo azzurro.
In realtà gli azzurri raramente soffrivano, ma davano l’impressione di essere alle corde sul piano fisico e, dopo la sostituzione di Balotelli con Di Natale, a venti minuti dal termine, sul cross di Strinic, Mandzukic come detto freddava Buffon. Duro colpo per gli azzurri che non riuscivano a reagire provandoci anche con scarsa convinzione.
Dentro Montolivo per Thiago Motta e negli ultimi dieci minuti Giovinco per Cassano. Niente da fare la Croazia difendeva con i denti e con mestiere, rallentando e spezzando sempre più il ritmo di gioco, portandosi a casa alla fine un punto di fondamentale importanza.
Italia dunque rimandata a lunedì, prova d’appello. Bisognerà vincere, eventualmente anche con più gol di scarto, contro l’Irlanda asfaltata dalla Spagna e ormai eliminata (ma occhio all’orgoglio irish) e sperare. Per gli azzurri e i suoi tifosi dunque, i soliti novanta minuti di passione (Marco Formato)

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