Fa tutto Marchisio: la Juve comanda, il Milan marca male

Claudio Marchisio

Marchisio festeggia la doppietta contro il Milan

Facevano bene quelli che ai suoi esordi con la casacca bianconera (29 ottobre 2006, la prima partita, JuventusFrosinone 1-0, ai tempi della b) lo chiamavano Tardellino, per una certa somiglianza di ruolo ma soprattutto di tempra con lo “Schizzo” più famoso d’Italia.
Se contro il Catania e contro il Bologna i bianconeri avevano trovato la gioia del gol e di due pareggi grazie ai graffi di due attaccanti (Vucinic e Krasic) nella super sfida di Serie A contro il Milan Campione d’Italia ritrovano la vittoria (mancava da Siena, 18 settembre) e i colpi risolutivi di Marchisio che, con questa doppietta, ammazza il Milan e con il gol al Parma, all’esordio in campionato, è il primo marcatore della Signora, a quota tre gol.
Un dato che fa riflettere se si pensa all’imbottitura ingente della squadra di Conte dalla cintola in su. Primo segno di un’identità di gruppo solido: quando i bomber non la mettono dentro (traversa di Vucinic) ecco che tocca ai portatori d’acqua andare ad accendere i rubinetti del gol. Acqua che fondamentalmente per molto tempo della gara, aveva avuto un’unica direzione: quella di un fiume, tutto bianconero.
Il duetto di centrocampo composto da Pirlo e Marchisio, con il frequente ausilio di Vidal, per tutto il primo tempo ha avuto la meglio sul centrocampo di Allegri, dove Seedorf, Van Bommel e Nocerino andavano ad andamento lento e poco preciso.
Il Milan nella ripresa ha chiaramente fatto sapere di avere paura e, togliendo un buon Cassano ed inserendo Emanuelson, ha di fatto rinunciato a giocare. Ibra non era più l’ira di Dio ammirata mercoledi in Champions e la Juve certo non era il Viktoria Pilsen.
Aquilani ed il frizzante El Shaarawy, utilissimi per tamponare e proporre, sono rimasti a guardare ed il Milan ha consegnato le chiavi della partita alla Juventus che, con Marchisio, ha aperto e scassinato due volte la porta rossonera, regalando alla squadra bianconera la vittoria nel posticipo di Serie A.
Tutto alla brasiliana il primo sigillo, arrivato dopo una veloce e incisiva combinazione nello stretto tra Vidal ed il numero 8 di casa bianconera. Regalone di Abbiati il secondo. Nel complesso la Juve (rilassata dal non avere le coppe) ha voluto di più il successo e ha vinto, il Milan, che lo scorso anno vinse a Torino contro i bianconeri, è apparso stanco e privo di verve.
E’ stato un passaggio di consegne del tricolore? Sarebbe folle dirlo dopo appena sei giornate di Serie A. Ora c’è una sola cosa da fare: un grosso plauso a questa nuovissima Juve. (Luca Savarese)

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Speak Your Mind

*