Europa League, Sedicesimi: i campioni del Porto cercano l’impresa nella tana del City

Aguero decise l'andata ad OportoSarà battaglia oggi pomeriggio, con fischio d’inizio alle ore 18:00, tra Manchester City e Porto, ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League. All’andata all’Estadio do Dragao finì 2-1 per il City: il gol del vantaggio lusitano firmato da Varela fu annullato dall’autorete del compagno di squadra Alvaro Pereira e dal sigillo impresso al match a cinque minuti dalla fine dal Kun Aguero.
I detentori in carica della coppa sono secondi nel campionato portoghese a due punti dal Benfica capolista e vengono da due convincenti vittorie contro il Leiria e il Victoria Setubal. La sconfitta nella partita d’andata li costringerà ad una gara d’attacco, infatti, per passare il turno hanno un solo risultato a loro disposizione: vincere.
Gli inglesi, primi in campionato con due punti di vantaggio sui concittadini dello United, hanno vinto le ultime due partite di Premier League contro Fulham e Aston Villa. Il vantaggio della vittoria dell’andata permetterà al tecnico Roberto Mancini di attuare un piccolo turnover che vedrà in campo Clichy sulla sinistra al posto di Kolarov e Zabaleta sulla destra che darà un turno di riposo a Richards; in attacco Dzeko potrebbe accomodarsi in panchina e lasciare spazio a Balotelli che giocherà come terminale offensivo dell’ormai collaudato 4-2-3-1.
Vitor Pereira dovrà,invece, fare a meno di Danilo, infortunatosi nella partita d’andata, e del difensore Alvaro Pereira: il Porto scenderà quindi in campo con uno spregiudicato 4-3-3, con Hulk, Valera e Rodriguez a formare il tridente d’attacco.
C’è da ricordare che entrambe le formazioni sono arrivate a questo ottavo di Europa League dopo l’eliminazione dalla fase a gironi della Champions: i portoghesi erano nel gruppo G dove si sono qualificate Apoel e Zenit, mentre gli inglesi erano nel Gruppo A con Bayern Monaco, Napoli e Villareal.
Proprio per questo, entrambi i tecnici cercheranno in tutti i modi di passare il turno per cercare di salvare la stagione internazionale della propria squadra, che ha già vissuto un brutto momento con lo scivolone verso la meno blasonata delle competizione europee (Mauro Giorgini).

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