Euro 2012 va in archivio. Italia ad un passo dall’impresa, Olanda tremendo flop

Va in archivio dunque l’Europeo numero 14 della storia. Poco meno di un mese ricco di emozioni calcistiche che già cercano spazio nella nostra memoria.
Dal primo timbro del polacco Lewandowsky all’ultimo sigillo dello spagnolo Mata, per un torneo che ha regalato goals, buon gioco ed ha portato sulla scena internazionale alcuni nomi che già interessano a molti club. Platini, capo dell’Uefa, lo ha definito il migliore euro di sempre.
Non ha torto Le Roi Michel anche perchè,sul piano arbitrale, eccezzion fatta per la gigantesca topica del’ungherese Kassai, che ha negato un gol all’ucraino Devish contro l’Inghilterra, il cielo è stato sereno e questa, vista l’aria che tira, è una bellissima notizia.
La squadra più sorprendente? Senza ombra di dubbio noi, l’Italia, gli azzurri capaci di trasformare la situazione di una possibile uscita anzitempo dal girone iniziale in uno splendido sogno chiamato finale. La delusione più grande? L’Olanda, che non è mai scesa in campo veramente, nelle tre partite giocate prima di fare amaramente le valigie e che era data da tanti, addirittura già da aprile, come favorita.
Il giocatore che ha più stupito? Non ce n’è uno in particolare ma semmai un gruppetto formato da Alan Dzagoev, talentuoso trequartista russo (che con Torres, Gomez, Mandzukic e Balotelli, condivide il ruolo di capocannoniere della manifestazione con 3 reti), Pilar, sgusciante esterno ceco accasatosi al Wolfsburg, Marco Reus, attaccante esterno tedesco che si è appena trasferito al Dortmund dall’altro Borussia, Cabaye, centrocampista francese del Newcastle, e quel Jordi Alba che ieri sera ci ha punito e che sarà il nuove fiore all’occhiello del primo Barça del dopo Guardiola.
Una nota di merito va poi riservata agli stadi, veri impianti avveniristici colorati e ben organizzati. Contenitori efficienti di un nobile contenuto, i volti colorati, le espressioni felici di bimbi,ragazzi, uomini e donne che si è percepito essere li per il gusto del profumo del calcio, prima di ogni esito, al di là di qualsiasi risultato.
Ah non dimentichiamoci i palloni, il Tango che ha unito il vecchio stile con le nuove tecnologie, vero vanto di questo Euro, non si sono ancora sentiti portieri lamentarsene. Infine, uno stile di gioco che questi europei ci hanno ribadito: il gioco del calcio,per essere redditizio,non è fatto solo da attaccanti che sfondano le porte, nel 4 a zero che incorona le furie rosse, hanno segnato un centrocampista Silva un difensore come Alba e un trequartista come Mata, Torres l’ha messa dentro si, ma dopo essere entrato in corso d’opera. Piccolo consiglio che arriva da chi poi ha vinto: il calcio è un’armonia corale,avere cento punte non serve a molto. Prendete nota gente del calciomercato che per un po’, prenderà il posto di questo piacevolissimo europeo. (Luca Savarese)

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