Euro 2012, Italia subito contro la Spagna. Esordio da brividi per gli azzurri dopo i guai di scommessopoli

Ci siamo, ancora un paio di giorni è sarà il turno dei nostri azzurri scendere in campo. Quando l’ungherese Victor Kassai alle 18 di domenica fischierà il calcio d’avvio nel nuovissimo impianto di Danzica, si comincerà a fare sul serio, terribilmente sul serio perché di fronte avremo i campioni d’Europa e del Mondo in carica della Spagna. Un inizio da brividi che avrà l’effetto, forse, di farci dimenticare le polemiche e le settimane tribolate della vigilia, in cui più che di schemi e tattica si è parlato di tribunali e avvisi di garanzia.
Il solito, ahinoi, scandalo “italiano” (chi ha sbagliato veramente paghi e con pene severe) che ancora una volta precede di pochi giorni una grande manifestazione internazionale. Sembra un copione già scritto e come è stato fatto in questi giorni, ci si potrebbe attaccare alla scaramanzia e pensare che magari la vergogna del calcio scommesse e le critiche piovute addosso agli azzurri possano far scattare la molla come nel 2006 in Germania dopo “Calciopoli”.
Ma l’impressione questa volta è che premesse e scenari siano totalmente diversi. Innanzitutto quello scandalo non coinvolse direttamente i calciatori e poi, venendo al campo, la nazionale del primo Lippi era una formazione ricca di campioni e personalità, una generazione vincente arrivata all’ultima occasione per lasciare finalmente il segno anche in nazionale.
Il gruppo di Prandelli viene, invece, da una difficile ricostruzione dopo il disastro sudafricano e sta affrontando un complicatissimo ricambio generazionale, opera resa ancor più difficile dagli ultimi eventi. Il tecnico ex Fiorentina infatti, che comunque bene ha lavorato in questo biennio ottenendo in scioltezza la qualificazione e facendo intravedere anche sprazzi di bel gioco, si è ritrovato negli ultimi mesi a far fronte ad una serie impressionante di infortuni, perdendo per strada vari pezzi come G.Rossi senza contare la stagione disastrosa di molti attaccanti che erano nel giro azzurro e i gravi problemi occorsi a Cassano su cui il CT aveva puntato ad occhi chiusi.
Reparto avanzato dunque rivoluzionato in cui saranno da verificare le condizioni del talento barese e la tenuta mentale di Mario Balotelli. Per fortuna sono emersi volti nuovi come il romanista Borini o Giovinco e senza dimenticare il solito Di Natale che magari potrebbe finalmente trovare anche in nazionale la vena realizzativa mostrata nell’Udinese.
C’è da dire insomma che la qualità non manca davanti, ma le incognite sono comunque numerose. Il vero uomo in più di questa Italia è però Pirlo, reduce da una stagione fantastica con la Juventus. Sarà lui che dovrà guidare per mano gli azzurri, sorretto dall’altro pilastro De Rossi.
Sono loro insieme a Buffon (al centro della bufera negli ultimi giorni) la spina dorsale di questa squadra che dovrà ritrovare quell’entusiasmo che sembra essere svanito nel nulla dopo le ultime brutte prestazioni in amichevole. L’Italia infatti si presenterà al via all’Europeo reduce da tre sconfitte consecutive, ultima dei quali rimediata per 0-3 con la Russia che ha fatto palesare anche preoccupazioni per la tenuta difensiva, tanto da portare Prandelli a pensare di rinnegare il suo credo, il 4-3-1-2 fatto di tanto possesso palla, per passare alla difesa a tre adottata da diverse squadre in Serie A. Modulo che potrebbe esaltare le doti di alcuni (Maggio ad esempio) e dare maggiori garanzie difensive sfruttando il trio juventino Bonucci-Barzagli-Chiellini.
Ma appena accennata la possibilità ecco arrivare anche l’infortunio di Barzagli con Prandelli costretto a pensare di schierare De Rossi difensore centrale almeno nelle prime gare. Infine il cambio di modulo in corsa, seppur facilmente assorbibile dalla squadra (in molti sono abituati nei loro club) esporrebbe il CT a facili critiche per alcune discutibili convocazioni (perché Giaccherini e non Pepe?).
Più che una questione di modulo comunque è la qualità, la brillantezza e l’equilibrio di squadra che è sembrato mancare nella prova generale contro la Russia. Se per la prima si può poco, speriamo che questi giorni di lavoro in ritiro siano serviti per ricompattarsi e trovare condizione e le giuste soluzioni. Non le migliori premesse per affrontare la corazzata Spagna, ma si sa, è spesso nelle difficoltà che l’Italia si esalta.
Vedremo se gli azzurri riusciranno a stupire tutti o comunque a mostrare quantomeno carattere. In caso di risultato positivo contro gli iberici, infatti, lo scenario cambierebbe radicalmente e per l’undici di Prandelli potrebbero aprirsi prospettive interessanti. In caso di sconfitta invece, l’aria si farebbe ancor più pesante e lo spazio di manovra per recuperare, contro la bestia nera Croazia e contro il Trap, sarebbe davvero ridottissimo. (Marco Formato)

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