Euro 2012: Francia e Inghilterra, voglia di essere protagoniste. Ibra guastafeste?

A poche ore dallo start della 14/a edizione dei campionati europei di calcio per nazionali maggiori anche il Gruppo D, quarto e ultimo raggruppamento, si prepara alla prima fatica. E sarà subito supersfida (lunedì prossimo, ndr) tra Francia (2 volte campione, l’ultima nel 2000, ndr) e Inghilterra (mai trionfatrice, miglior risultato la semifinale del 1996, ndr). I galletti si presentano ai blocchi di partenza con grande entusiasmo e voglia di tornare protagonisti (con Blanc dopo il brutto flop del team di Domenech a Sudafrica 2010), la nazionale dei “tre leoni” invece vuole diventare, finalmente, protagonista, cercando di cancellare la casella “0” alla voce “vittorie” per quanto riguarda il titolo continentale (è l’unica a secco tra le squadre che hanno vinto almeno un mondiale, ndr).
A tentare di guastare loro la festa, e a completamento di quest’interessante Girone Di di Euro 2012, troviamo l’Ucraina di Sheva, padrona di casa con la Polonia della manifestazione calcistica, e la Svezia di Zlatan Ibrahimovic, avversario sicuramente insidioso e da trattare con le molle.
Partiamo, dunque, proprio dai padroni di casa, gli ucraini di Oleh Blokhin, alla prima apparizione in un torneo continentale e, per giunta, da organizzatori dello stesso insieme alla Polonia di Smuda (unica apparizione in un trofeo per nazionali, è stato il mondiale del 2006, dove fu l’Italia, poi campione, ad eliminarla dalla compezione nei quarti di finale).
Grandi responsabilità, davanti ai propri tifosi, ma non moltissime chance di qualificazione per questa nazionale, in mezzo ad avversari del calibro di Francia ed Inghilterra (per non contare l’insidiosa Svezia, outsider di lusso del girone) che ha la sua stella più luminosa, in Andriy Shevchenko, vecchia conoscenza della nostra Serie A e capocannoniere dell’Ucraina con 46 reti. Il giocatore che vanta invece più presenze è Anatoliy Tymoshchuk (Bayern Monaco), protagonista in ben 114 occasioni con la maglia della nazionale. La Dinamo Kiev, infine, la società che ha fornito più convocati (ben 13) in una rosa completata da elementi provenienti dallo Shakhtar Donetsk (la società più internazionale, ndr) e il Dnipro.
Le amichevoli, recentissime, contro Turchia e Austria, perse entrambe, hanno evidenziato le carenze di questa nazionale e ai guai sul campo sono seguiti quelli “alimentari”, con una incrfedibile intossicazione che ha colpito ben 10 uomini della rosa. Stupito Blokhin:”Non so come sia cominciato questo problema perchè abbiamo mangiato diversi tipi di cibo. Tymoshchuk è a pezzi, lo stiamo curando ancora con le flebo”. Ma nonostante tutto il morale è a mille e
Shevchenko, da leader del gruppo, prova a infondere grande carica:”Ci apprestiamo a vivere un momento eccezionale. E’ qualcosa di magico per il paese, per la squadra e per me. Non ho mai disputato la fase finale di un Europeo e ora finalmente ho la possibilità di colmare questo vuoto, a casa e davanti ai miei connazionali”.
Grande carica hanno anche Inghilterra e Francia. I britannici, guidati in panchina da Roy Hodgson, subentrato dopo l’addio clamoroso di Fabio Capello (che non ha gradito la revoca dalla parte della Football Association della fascia di capitano a John Terry, per il caso relativo alle accuse di razzismo da parte del difensore Anton Ferdinand, e ha rassegnato le dimissioni l’8 febbraio scorso), vogliono mettere in bacheca il primo titolo continentale dopo tanto anonimato.
Scarsi, infatti, i risultati della nazionale inglese agli Europei se si conta che oltre al terzo posto del 1968 (2 a 0 all’Urss, ndr) e la semifinale, da paese ospitante, del 1996 (persa contro la Germania poi campione, ndr) non ci sono stati altri sorrisi. Un motivo in più per far bene, in quest’imminente avventura, anche se alle polemiche di cui sopra (Hodgson, seguendo la linea “capelliana” ha convocato Terry e lasciato a casa Rio Ferdinand; fascia di capitano al leader dei Reds, Steven Gerrard) si sono aggiunte alcune tegole tra cui il ritorno a casa del fresco campione d’Europa con il Chelsea, Frank Lampard, per infortunio. Pesantissima.
Non ci sarà Lampard, ma ci sarà Wayne Rooney, anche se il fuoriclasse inglese dovrà saltare le prime due gare (e quindi la Francia, ndr) per il rosso ricevuto contro il Montenegro nelle qualificazioni. Il bomber del Manchester United, nonostante le polemiche e gli infortuni, si è mostrato molto ottimista: “”Perche’ non potremmo vincere? Abbiamo i giocatori e la qualita’ per farlo”, ha detto alla BBC. “Abbiamo davvero qualcosa di grande dentro di noi. Se c’e’ gente che non ci spera e’ un problema suo”.
Grande fiducia ha anche Blanc, in una Francia da lui ringiovanita e rimodellata dopo il flop di Sudafrica 2010, targato Domenech e l’ammutinamento di parte dello spogliatoio. I galletti vogliono ripartire, con un grande Europeo, dimenticare le batoste e delusioni che sono seguite alla finale del 2006 (raggiunta peraltro dopo un girone di eliminatorio non esaltante, ndr) e magari vincerlo grazie anche ai colpi di classe di gente del calibro di Ribery, asso del Bayern, e Benzema, campione di Spagna con il Real di Mourinho.
I numerosi cambiamenti possono essere il problema maggiore per questa Francia, rinnovata nello spirito e negli elementi e, per questo, forse non ancora pronta per alzare al cielo il trofeo, che manca da dodici anni (2000). Ci vorrà ancora un biennio? Staremo a vedere, già lunedì quando all’esordio l’avversario sarà l’Inghilterra di Hodgson. Mica male come partenza.
Chiudiamo la nostra analisi con la quarta protagonista del Girone D, la svezia di Erik Hamren (54 anni, chiamato a sostituire Lars Lagerback nel 2009), 17/a nel Ranking Fifa. La nazionale scandinava, che ha in Zlatan Ibrahimovic, fuoriclasse del Milan, la stella più luminosa, arriva a Euro 2012 come miglior seconda (8 vittorie e 2 sconfitte nel girone dominato dall’Olanda, ndr) e senza passare per la lotteria dei playoffs.
Outsider pericolosa, così potremmo definire la Svezia, un mix tra veterani e giovani di belle speranze. Ci sono elementi noti al calcio italiano come Antonsson, Granqvist, Mellberg (ex Juventus) e Wilhelmsson (ex Roma). Occhio ad alcuni elementi come Bajrami e Toivonen, mentre Sebastian Larsson può far male sull’esterno, e Rosenberg e Kallstrom hanno esperienza internazionale.
Ibra, top player della rosa svedese, non solo è il grande condottiero in campo, ma anche in conferenza stampa:”Per me, forse, varrebbe più di tutti i titoli che ho vinto fino ad oggi. Vincere con il proprio paese è speciale. Sarebbe davvero fantastico”.

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