Di Natale si riprende l’Udinese. Travolgente Lazio, Rocchi fa 100 in biancoceleste

Decima giornata e ennesima panchina a saltare in questa Serie A: è il turno dell’allenatore del Cesena, Giampaolo, che con tre punti, l’ultimo posto in classifica, e una squadra incompresa e incomprensibile, viene esonerato da Campedelli.
Hanno rischiato molto anche i colleghi Colomba e Di Francesco, per ora confermati a seguito dei risultati ottenuti nella domenica.
Udinese e Lazio, passando ai risultati, rispondo alla Juventus, grazie ai loro bomber Di Natale e Klose. Lode particolare al laziale Rocchi (nella foto Ansa) che, con il 3 a 0 di Cagliari, entra nella storia del club capitolino con i suoi 100 goals in biancoceleste.
Quindi andiamo a conoscere vincenti e perdenti della decima giornata:

UDINESE-PALERMO (1-0): Guidolin è un uomo di esperienza, saggio e diplomatico: la sconfitta con il Napoli non ha indebolito la sua bellissima creatura bianconera, che ha infatti ritrovato se stessa contro il Palermo: 1-0 e tanto, tantissimo Di Natale, autore del gol e man of the match, per le giocate eccezionali, la presenza su tutte le azioni importanti. Ma è tutta l’Udinese a correre come fosse una lotta alla sopravvivenza, instancabile il ritmo; nonostante questa premessa il Palermo ha avuto qualche possibilità di pareggiare il risultato, ma la vittoria e i punti vanno nelle tasche dei friulani, secondi in classifica a pari merito con la Lazio a 18 punti.

PARMA-CESENA (2-0): Nel prepartita si poteva commentare così Parma-Cesenac’è chi sta male, ma c’è anche ci sta peggio” perché sia Colomba che Giampaolo avevano le ore contate sulle rispettive panchine.
Il derby dell’EmiliaRomagna si è concluso a favore dei ducati grazie ai sigilli di Paletta e Lucarelli, con un ottimo Antonioli, nonostante le reti subite. L’ex Bologna e e Roma si è tolta la soddisfazione (amara ai fini del risultato dei bianconeri) di parare un rigore al folletto gialloblù, Sebastian Giovinco.
Il postpartita invece si può commentare diversamente perché Colomba ha ritrovato calma e serenità, con tanto di conferma sulla panchina gialloblù, mentre per Giampaolo è stato game-over, senza contare l’ulteriore beffa di essere stato esonerato per la seconda volta “a causa” di Colomba: due anni fa Bologna-Siena finì 2-1, Colomba allenava i bolognesi, Giampaolo i senesi. E anche in quell’occasione fu ghigliottina.

LECCE-NOVARA (1-1): Risultato che va stretto ai giallorossi di Di Francesco, il quale comunque, almeno per una settimana, riesce a confermarsi sulla panchina salentina nonostante gli scricchiolii. Il pari non dispiace sicuramente al mister dei piemontesi, Tesser, perché visto l’andamento della partita, a doversi rammaricare sono soprattutto i pugliesi.
Sono i padroni di casa a trovare il vantaggio con Strasser, mentre Rigoni, su rigore, riporta in equilibrio i conti. Nonostante il pari finale – ribadiamo –  positiva la prova del Lecce, che ha creato molte palle gol e che quindi avrebbe meritato qualcosa in più.

FIORENTINA-GENOA (1-0): Un sospiro di sollievo ha alleggerito le acque che scorrono sotto ponte Vecchio a Firenze, perché i gigliati vincono contro una squadra ostica: 1-0 contro i grifoni e felicità per Mihajlovic, stufo di sentir sempre parlare di polemiche, di contestazioni e di rapporti difficili con la tifoseria.
Lazzari al 42’ gonfia la rete e regala la vittoria ai toscani, mentre un Genoa più addormentato rispetto alle precedenti esibizioni, si risveglia troppo tardi, impensierendo la Fiorentina soltanto nel finale.

BOLOGNA-ATALANTA (3-1): L’Atalanta passa in vantaggio, poi si accende Gaston Ramirez e per i bergamaschi è notte fonda, mentre i felsinei tornano a vincere in casa dopo 8 mesi di digiuno. Denis aveva aperto le danze al 17’ del primo tempo, mettendo in difficoltà il Bologna, capace però non solo di riprendersi, ma di superare e annullare quell’unica rete bergamasca.
Un Di Vaio scaramantico si presenta ai microfoni di Sky Sport con un volto diverso da quello visto in campo: si tratta di look, perché il giocatore rossoblù appare sbarbato, per scaramanzia e per scommessa aveva promesso di radersi soltanto se avesse fatto gol. Promessa mantenuta.

SIENA-CHIEVO (4-1): Striscia negativa per il Chievo allenato da Di Carlo, che subisce quattro reti dal Siena di Sannino, riuscendo a segnare soltanto un gol con Moscardelli, inutile ai fini del risultato.
I bianconeri toscani hanno dominato per 90’, una bellissima partita fatta da un gruppo competitivo e caparbio; c’è tanto soprattutto nelle fila d’attacco con Calaiò e Destro, quest’ultimo autore di una doppietta. D’Agostino è l’autore del terzo gol, Calaiò lo è del quarto, segnato all’ultimo minuto di recupero.
Sannino ha tra le mani un gruppo importante, Di Carlo dovrà invece risvegliare gli animi e gli spiriti dei suoi giocatori, per ottenere qualcosa di più concreto e invertire, il più rapidamente possibile, la rotta.

CAGLIARI-LAZIO (0-3): L’Aquila vola e si accomoda al secondo posto in classifica con 18 punti, in compagnia dell’Udinese e a una sola lunghezza dalla Juventus capolista. Si riconferma una verità ormai intoccabile, ovvero che il bomber tedesco, Miroslav Klose, è la pedina che mancava alla Lazio di Reja.
La serata al Sant’Elia è condita non soltanto da una netta vittoria sul Cagliari di Ficcadenti, quanto da un record stabilito da capitan Rocchi, che vale 100. Sono infatti 100 i gol segnati dal capitano biancoceleste nella sua carriera calcistica, un record importante per un professionista serio come lui.
A parte i tre gol questa partita, giocata nel posticipo domenicale, non ha offerto un vero e proprio spettacolo, perché la Lazio ha fatto 4 tiri, di cui 3 piazzati in rete: numeri sinceri, che esprimono una buona capacità di concentrazione e di finalizzazione.
Meno efficaci i sardi, inespressivi e incapaci di segnare: Ficcadenti si rimetta al lavoro, questo Cagliari inizia a perdere equilibrio. (Paola Prina)

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