Derby alla Lazio, Roma ancora ko. Seconda festa consecutiva per i biancocelesti

La Lazio batte la Roma e fa suo il derby numero 138E’ stato il derby della doppia (meritata) vittoria in campionato della Lazio, risultato che non accadeva da ben 14 anni, il derby dell’espulsione di Stekelenburg, che ha sollevato le solite polemiche sul regolamento, il derby della vergogna, per i cori razzisti rivolti dai tifosi biancocelesti contro il difensore romanista Juan.
Insomma, un derby con tanti protagonisti, più o meno attesi. I primi sono stati gli allenatori: Luis Enrique, che per questa partita ha potuto fare le sue scelte con la rosa praticamente al completo (tranne Gago, Osvaldo e Cassetti squalificati), e Reja, che dopo esser stato sul punto di lasciare la panchina biancoceleste dieci giorni fa, si è prodigato, tra tante defezioni (Rocchi e Lulic tra tutti, ndr), per ottenere la seconda vittoria consecutiva nella stracittadina capitolina.
La Roma arrivava al derby con l’obbligo di vincere per alimentare la già flebile speranza di conquistare il terzo posto in campionato: Lucho, come previsto alla vigilia, concede una chance da titolare a Simplicio, cercando quindi di non snaturare la posizione di Pjanic per far giocare uno tra Marquinho e Greco, mette Josè Angel terzino sinistro e in attacco si affida all’esperienza di capitan Totti, all’estro di Lamela e ai gol di Borini.
La Lazio di Reja scende in campo, invece, con le novità Garrido e Scaloni terzini, Dias e Biava centrali, mentre in avanti c’è, naturalmente, il mattatore della partita d’andata, Klose, appoggiato in fase offensiva da Gonzales, Hernanes e Mauri, pronti a recapitare palloni invitanti al bomber tedesco.
La partita inizia subito con i padroni di casa in avanti, ma alla prima ripartenza in verticale dei biancocelesti, Klose si trova a tu per tu con Stekelenburg, che in uscita bassa cerca di neutralizzare l’attacco del tedesco, non trovando però il pallone e commettendo invece fallo da rigore. Damato,arbitro della partita, quindi, decide per la massima punizione e per l’espulsione dell’estremo difensore olandese. E’ il minuto sette e questa può definirsi la svolta della partita: Luis Enrique fa uscire Lamela (compleanno amaro per il talentuoso argentino) per Lobont, che a freddo non può opporsi rigore di Hernanes.
Il vantaggio della Lazio e l’espulsione dell’ex portiere dell’Ajax scuote però la Roma che si getta in avanti alla ricerca del pareggio che arriva dopo circa dieci minuti: calcio di punizione dalla trequarti battuto da Totti con un tocco morbido verso l’area di rigore, Juan sul secondo palo cerca di appoggiare verso il centro della porta il pallone, che invece rimbalza sulla traversa e finisce sulla testa di Borini che non fallisce l’occasione. 1-1 e partita che si riapre nonostante l’uomo in meno dei giallorossi.
I ritmi del match rimangono alti e prima del riposo si segnalano i gialli per Biava e Matuzalem. Nella ripresa le squadre ritornano in campo con gli stessi effettivi e a campi invertiti: la Roma ora difende la porta sotto la curva nord, e i tifosi laziali, lì assiepati sugli spalti, pensano bene di intonare cori razzisti e i soliti buu contro il brasiliano Juan, che non affatto intimorito dal deprecabile comportamento della tifoseria avversaria, li zittisce portando l’indice teso sulla bocca.
Al 57’, e torniamo al calcio giocato, i giallorossi perdono Pjanic, che in settimana aveva giocato quasi tutta l’amichevole della Bosnia nonostante le sue già precarie condizioni fisiche, ed al suo posto entra Marquinho. Quattro minuti dopo Heinze si becca un giallo per un fallo evitabilissimo sulla trequarti ai danni di Matuzalem: Hernanes batte il calcio di punizione che ne segue, con palla lunga sul secondo palo, dove capitan Mauri è bravo a toccare in tuffo il pallone mettendolo alle spalle del portiere giallorosso. E’ la rete che deciderà l’incontro.
La Lazio è di nuovo avanti, e nonostante il forcing della Roma (grazie all’innesto di Bojan per il claudicante Juan), il 138° derby di Serie A terminerà 2-1 per gli “ospiti”, sancendo così la seconda vittoria in stagione in una stracittadina per gli uomini di un felicissimo Edy Reja.
La Roma esce dal campo sconfitta da una Lazio brava ma sciupona, che dopo il secondo vantaggio avrebbe potuto dilagare se i suoi avanti avessero finalizzato le numerose azioni di ripartenza mal gestite. A questo punto della stagione i giallorossi sono fuori dalla lotta per il terzo posto, e anche la qualificazione per l’Europa League ora è davvero difficoltosa. Il progetto americano guidato dall’asturiano Luis Enrique non sta portando i frutti desiderati e le dodici partite che restano saranno, quasi sicuramente, solo un banco di prova per la conferma dei tanti giocatori in prestito in questa stagione, molti dei quali non hanno per nulla convinto.
La Lazio, dopo l’eliminazione europea e un Reja vicino alle dimissioni, ha reagito vincendo la seconda partita consecutiva in campionato e portandosi al terzo posto in solitaria, a quota 48, a soli sei punti dalla vetta della Serie A e con due punti di vantaggio sull’Udinese quarta, e stoppata in casa dall’Atalanta. (Mauro Giorgini)

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