Delusione Brasile. Traversa di Pato e poco altro, il Venezuela strappa un punto d’oro

Una traversa, di Pato, qualche dribbling, di Neymar, e poco altro. E’ tutto in queste poche parole il Brasile visto ieri sera in Coppa America, nell’esordio disputato a “La Plata” contro il Venezuela di Farias. Finisce 0 a 0, con pochi sussulti verdeoro, mentre i giovani venezuelani gioiscono per il risultato finale come fosse una vittoria.
Sul campo Menezes disegna, come anticipato alla vigilia, un Brasile formato 4-2-1-3, con il trequartista del Santos, Ganso (assolutamente negativa la sua partita), posizionato a ridosso del tridente PatoRobinhoNeymar, ma i goals non arrivano. La Vinotinto regge, anche con discreta sicurezza, gli assalti (per la verità pochi) della Selecao e conquista un ottimo punto, sulla carta insperato, nella prima fatica del Girone B di Coppa America.
E’ la Coppa America del ciapa no“, questo il commento simpatico di Josè Altafini (campione del mondo con i verdeoro nel 1958) alla fine del match pareggiato per 0 a 0 dal Brasile, un risultato che ha profondamente deluso le aspettative e scatenato anche le prime critiche. In effetti, l’amarezza è tanta e fa il pari con quella che ha provocato l’1 a 1 in rimonta dell’Argentina, nel match inaugurale con la Bolivia.
Eppure i primissimi minuti sembravano far presagire ad una goleada brasiliana, ai danni della giovane nazionale di Farias. Dapprima Robinho, che impegna il portiere Vega con un rasoterra, e poi due volte Dani Alves (9′ e 11′) fanno pensare ad un match facile facile per l’undici di Menezes.
L’intesa tra Pato e Neymar sembra buona, e i loro duetti in rapidità, in zona centrale, regalano parecchie emozioni ai tifosi brasiliani, tanti brividi alla retroguardia del Venezuela. Proprio il “Papero“, il più pericoloso dei tre là davanti, prima colpisce la traversa con un tiro da centro area (su assist di Dani Alves, e poi scarica un rasoterra che Vega neutralizza in due tempi.
Ma la difesa predisposta da Farias regge il colpo e, più passa il tempo, più il Venezuela crede nella possibilità di portare a casa il prezioso punticino, nonostante ci siano ancora 45 minuti da giocare.
La ripresa, poi, parte subito col “botto”: Menezes spintona Farìas, tecnico del Venezuela, colpevole di aver provocato Neymar, e questo è indice anche del nervosismo che, pian piano, assale il Brasile minandone la lucidità. Non c’è più la tranquillità del primo tempo, e neanche i cambi (Fred per Robinho, poi il giovane Lucas, altra stella del ’92 di proprietà del San Paolo, al posto di Pato) riescono ad incidere sul risultato finale.
Il Venezuela resiste, fino al fischio finale, e guadagna un punto d’oro nell’esordio di questa Coppa America argentina. IL Brasile invece delude, forse anche più dell’Argentina (affrontava una delle squadre più modeste della competizione) e sabato, contro il Paraguay servirà ben altra prestazione per poteraspirare alla terza Copa consecutiva.

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