Dai blancos ai bianconeri, Mou e Conte fratelli d’idee. Mentre piangono Guardiola e Allegri

Mourinho trionfa nella Liga, Conte in Serie ASogni d’oro dunque a Juve e a Real che vincono Serie A e Liga e spengono le brame di leadership di Milan e Barcellona.
Conte segue quindi il peana di Mourinho, mentre Allegri, dopo Guardiola, si ritrova con l’ultimo petalo della margherita del campionato che proclama, inaspettatamente, il suo non m’ama. E’ la vittoria dei sanguigni sui tranquilli? Dei Dioniso sugli Apollo? Può darsi, e forse non è un caso che arrivino insieme al traguardo, bagnati di vittoria.
Molti, ora, dopo il tripudio juventino, coniano per il bravo Antonio epiteti infiniti, tra i quali anche quello di Mourinho del Salento. Certamente, in comune con lo special il tecnico di Lecce ha il coraggio di non darsi mai per vinto, lo dice la sua juve che non ha mai perso.
Parco giocatori diverso, questo è sacrosanto. Mou ha vinto la liga dalla cintola in su dove con Higuain, Benzema, Ozil, Cristiano Ronaldo e Di Maria, ha spaccato svariate difese. Antonio nostro ha vinto lo scudetto dal basso con quella Maginot che, in alcune partite è stata perfetta come la sicurezza fuori dal un lussuoso palazzo: non ha fatto entrare niente e nessuno.
Il Mou del Real è però molto diverso dal mister che ci eravamo abituati a vedere sui nostri campi: un vulcano di idee la versione italica di Josè, un compassato tecnico british stile quello che ha dettato calcio quest’anno nel torneo nazionale di Spagna, forse troppo torero quello interista, che alzava manette e buttava dentro punte, forse troppo pecorella quello madrileno che manda dentro Granero e non chiude la semifinale, quello che abbandona le tarantole in conferenza stampa ed accende i ceri (quasi inusuali per lui) del self control, del va bene così.
Mou ha vinto inglesizzandosi, Conte ha vinto mourinhizzandosi. Come quando disse che la sua juve doveva ricevere dagli arbitri un trattamento meno indifferente. Il tecnico leccese aizzò una polemica che incendiò il pur pacato Allegri e che di fatto consegnò ai bianconeri quel pizzico di rabbia in più decisivo per ottenere risultati clamorosi come nella partita allo Stadium contro la Roma, quando dopo appena un quarto d’ora era certa la vittoria bianconera e più di metà scudetto.
Pep e Max si sono addormentati a vicenda nella dispendiosissima gara dei quarti dove hanno dato tutto e da dove non sono più riusciti a recuperare bene. Josè, al contrario, fuori dai giochi europei nella resa casalinga al Bayern, ha incanalato al meglio le ultime forze per alzare al cielo ed essere alzato dai suoi blancos al cielo per la sua prima liga.
Conte non aveva l’onore-onore europeo e ha messo pieni di benzina per il campionato e per la coppa Italia che vuole ottenere nella finalissima contro il Napoli, per un double insperato che ci ricorda il primo Mourinho del Porto, una sola anima: la certezza serena della vittoria. Si ritroveranno tra qualche mese in Champions? Probabilmente. Il vacanziero Pep ed il triste Allegri si consolino…le loro luci torneranno a brillare. (Luca Savarese)

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