Da Brescia a Bari, 206 volte Totti. La Fifa lo incorona moderno Re del Goal

Brescia-Roma anno di grazia 1992-93, la prima in Serie A con quella maglia addosso. Bari-Roma, annus mirabilis 2010-11, il goal numero 206 con la pelle colorata di giallorosso. Da due trasferte le fondamenta per una grande casa. Non proprio una parentesi di una mezzora per dirla alla Liga ma, un ballo sul mondo del calcio, da romano vero e romanista coriaceo, non una toccata e fuga ma l’essere toccato da una maglia che metteva in fuga ogni dubbio, ogni problema che via via, insieme ad ogni avversario, marcava stretto il ragazzo dal capello biondo,corto lungo, varie pettinature per tanti e tanti goals.
Da enfant prodige a pupone per passare alla seconda vita da re moderno del gol (come lo ha battezzato adesso la Fifa) quando in pochi pensavano che avrebbe avuto così tanta energia ancora in corpo, quando alla stessa sua età, oggi Ronaldo, ha già dato l’addio al calcio.
Protagonista con Capello decisivo sotto porta grazie alla felice intuizione di Spalletti che lo convertì a prima punta, due piedi nati per far poesia resisi utili per una copiosa prosa di finalizzazioni. Antico e moderno al tempo stesso, una specie di aedo greco prestato ai cantanti rock del calcio moderno, come se Rivera e Piola si fossero per duecentosei gol accomodati nel corpo di Francesco già baciato dal talento, un prodotto fatto in casa a Roma e per la casa: la Roma.
Ne sono passate di Rome ma lui è passato in tutte le sue Rome e nel lieto passaggio del suo record di bomber sta ritmando la sua melodia negli spartiti di tutta la storia della magica. Gloriosa gente giallorossa come Pruzzo, Giannini, Voller, furono capaci cavalieri certo ma, l’impresa, l’ha fatta lui, forse nel momento in cui più era messo ai margini, confinato ad entrare addirittura negli ultimi quattro minuti di una partita. Onestamente troppo poco per uno come lui, abituato e quasi predestinato a lasciare il segno.
Montella, suo partner nello scudetto del 2001, lo ha rilanciato là davanti, dove passono i palloni e dove bisogna metterla dentro. Totti e l’area di rigore, come Ulisse ed Itaca perchè la sua Roma Penelope sapeva che solo lui poteva ancora affascinarla con l’arco infallibile di un mare di gol. Buon “golpleanno” Francesco e lunga vita romanista. (Luca Savarese)

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