Coppa sorprese

La Coppa America, che è andata in archivio con il tripudio celeste di Forlan e compani, ci consegna un ventaglio di sorprese niente male. Prima di tutto scopriamo che Luis Suarez è un punteros vero e proprio che è andato al Liverpool per sostituire Fernando Torres e che, allo stato attuale delle cose, è uno dei bomber più completi in circolazione. Quattro gol e una rapidità d’esecuzione da rapace d’area.
Ha aspettato tutta la rassegna per bussare ma, quando ha bussato lo ha fatto due volte, a suo modo, con una doppia di sinistro lui che è destro naturale: stiamo parlando di Diego Forlan, il campione vero lo aspetti fino all’ultimo e, fino all’ultimo, può darti tanto: barca che esce dal porto all’ultimo giorno ma, per una crociera da brividi!.
Nell’elenco delle sorprese non possiamo non concedere spazio al paraguayano Nelson Haedo Valdez: per lui un gol nel due a due contro il Brasile nel girone e un quasi gol che si è fermato sulla traversa nella finale di ieri. L’ultimo ad arrendersi per l’Albirroja. Consigliamo all’Hercules di Alicante di tenerselo stretto.
Uno che marca stretto e si sgancia anche in avanti è il paraguayano Riveros, ha poca pubblicità e questa copa potrebbe essere la giusta vetrina per un risalto personale, anche se si è già accasato ai turchi del Kayserispor, dopo aver chiuso con il Sunderland.
Il venezuelano Oswaldo Vizcarrondo in Italia sarebbe la panacea per molti mali difensivi di alcune squadre: va anche spesso a cercare il goal. Goal che ha invece trovato due volte l’ecuadoregno Caicedo che ha scelto la sfida contro il Brasile (ultima partita del girone) per graffiare due volte: punta poderosa, difficilmente gli si porta via la palla. iL Lokomotiv Mosca ha fatto un vero affare ad acquistarlo.
Al di là di questa vetrina, gli stadi e le sensazioni che ci portiamo via da questa coppa argentina sono sereni e solari: ci portiamo a casa una certezza: è inutile continuare a fare gli gnorri, il calcio è ormai di tutti e non è più vero (per fortuna) che è in fondo una questione di nomea: chi pensava di vincere è rimasto al tappeto, ha vinto chi lo ha voluto. L’Urguay quarto a Sudafrica 2010 e primo in questa Copa 2011, ci invia questo gigantesco messaggio: a noi interpretarlo con buon senso. (Luca Savarese)

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