Coppa Italia, Semifinale: Milan non basta Ibra. Bestia nera Palermo

Doveva essere una serata di gioia, una passerella verso la finale di Roma. Invece è stata una grande battaglia per il Milan (mentre a Valencia infuriava quella per la Coppa del Re tra Real e Barcellona), nella seconda semifinale di andata della Coppa Italia. Il team di Allegri riesce ad agguantare in extremis il 2-2 finale, risultato che lascia tutto ancora aperto (con piccolo vantaggio per il Palermo). Rossoneri bloccati ancora una volta (la terza in stagione) da un buonissimo Palermo, che potrebbe anzi pentirsi del risultato ottenuto, avendo avuto la possibilità di chiudere i conti contro questo semi-Milan.
L’inizio però è dei migliori per la truppa di Allegri: bastano 4’ a Ibrahimovic per scaricare in rete palla e rabbia (amplificata dal respinto ricorso sulle giornate di squalifica che rimangono tre). Gli basta la prima palla che tocca, servita da Oddo e incrociata al volo. Qui però qualcosa si inceppa e quella che sembrava prospettarsi come una relativamente tranquilla partita di Coppa Italia, diventa un lunga, faticosa rincorsa alla maglia rosa(nera).
Il pareggio arriva dopo dieci minuti firmato dal ragazzo che tanti vorrebbero vedere approdare alla corte di Allegri: il “flaco” Javier Pastore segna con una botta secca sul primo palo, dopo un perfetto triangolo con Pinilla. Tanti sono i meriti dei due attaccanti, come tanti i demeriti di Sokratis che si dimentica una cosa da niente: la marcatura.
Il resto del primo tempo è piuttosto brutto. Pirlo, comprensibilmente in rodaggio al rientro, non illumina le azioni del Milan; Boateng non riesce a dare la solita marcia in più perché spesso in posizione di trequartista si trova Ibra; sulle fasce salgono una volta sì e due no visto che in mezzo non si fa vedere nessuno e le geometrie di Van Bommel mancano più che mai. Fortunatamente ogni tanto prende palla il numero 33, che dovunque si trovi, qualsiasi cosa faccia è bella. Thiago Silva è un grandissimo e lo sappiamo da molti mesi ormai.
Nella ripresa Rossi toglie Pinilla e inserisce il recuperato Ilicic che va a fare il Pastore, mentre il talento argentino sale più vicino alla porta. È subito una doccia gelata per il Milan dopo solo 8’. Palla persa, una delle tante di serata, in mezzo al campo (con annessa sfuriata di Allegri), Pastore che serve Hernandez alle spalle del povero Sokratis e sinistro potente, terrificante, perfetto all’incrocio.
Lo scatto verso la finale potrebbe diventare fuga, ma Amelia si esibisce in una paratona su Pastore e sventa l’1-3. Esce Seedorf ed entra l’ex oggetto misterioso Emanuelson che regala il sofferto pareggio ai suoi al 31’, dopo un’azione insistita di Ibrahimovic che gli riesci a servire la palla dimenandosi tra sei uomini neanche fosse John Cena. Tutto rimandato al ritorno a Palermo il 10 maggio insomma. E c’è da scommettere che il tecnico rossonero manderà in campo il Milan da finale, perché a Roma l’appuntamento è con la storia. (Camilla Elisa Vignoli)

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