Chi crede ancora in un calcio pulito?

Si può ancora credere nel calcio, dopo le allucinanti rivelazioni di quest’estate? Dopo il perdurare di comportamenti che di sportivo non hanno pressochè nulla?
Da appassionato cronista di questo sport e studioso della sua storia dalle origini, sembra proprio che non si riesca mai a imparare dagli errori passati. Che nessuna società, in nessuna epoca riesca ad essere immune da scandali e nefandezze assortite.
E’ con grande amarezza che scrivo queste righe, non perchè io caschi dal pero o sia un perenne illuso che prima o poi possa tornare una purezza dei valori dello sport, probabilmente mai conosciuta e avvertita nel mondo del calcio, a differenza ad esempio di quello che accade nel volley o nella pallamano.
La giostra continuerà a girare, passerà anche questa (ennesima) bufera, e poi staremo tutti ad ammirare le gesta di Messi, le accelerazioni di Ronaldo o la vigoria del calcio inglese. Che senso avrebbe esaltarsi ancora per le partite del campionato italiano, quando alcuni atleti, nemmeno pochi, giocano a far perdere la propria squadra, scommettendo sulla sconfitta, prendendo così per i fondelli le vere vittime della situazione tragicomica creata: i tifosi.
Sulle società non mi pronuncio… saranno anche responsabilità oggettive ma se un mio dipendente mi sputtana a tal punto e mi arreca un danno talora incalcolabile, come mi dovrei comportare? (segue)

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