Buone notizie da casa Italia

L'Italia di Prandelli vola a Rizziconi, in Calabria, per dire no alla 'ndranghetaIn un momento della storia dove la brutta notizia ed il clima di brutte notizie arrivano puntuali più del caffè alla mattina, riceviamo invece delle ottime nuove dalla nazionale italiana di calcio e speriamo che, questa ventata di fresca aria azzurra, possa avere quell’efftto di virata dai problemi e dagli spartiti della crisi, che ebbe la vittoria di Gino Bartali al Tour de France del 1948 quando fece respirare lo stivale con le ossa rotte.
Iniziamo dal campo che, come al solito, è il banco di prova più concreto per ogni risposta. Gli azzurri nell’amichevole elegante di venerdì sera hanno vinto in casa della Polonia (campo dove hanno avuto grosse difficoltà nazionali del calibro di Francia ed Argentina ), con giocate (complimneti a Balotelli per il cercato e ricercato primo sigillo nazionale ), voglia di far gioco ed un pizzico di barcellonismo che non fa mai male;
Sul due a zero, a punteggio acquisito  (ottima la deviazione sotto porta del Pazzo), abbiamo tenuto noi la palla più volte, liberi di dire la nostra, e siamo stati abili custodi di un bel bottino, ulteriormente garantito dalla bella parata ” di rigore” di Gigi Buffon che ci ha così assicurato di non essere solo capace di parare bottigliette di acqua ferrarelle.
La delegazione azzurra poi, mentre l’intero paese viveva la tensione-gioia per la fine del governo, mentre politici si scannavano dando colpe su colpe, ha effettuato un vero e proprio colpo di umanità ed è andata a Rizziconi, paesino in provincia di Reggio Calabria, in un campetto che era finito nel terrore della ‘ndrangheta.
Non c’è dubbio, il calcio porta ancora e porterà sempre speranza perchè è presenza di ideali che combattono ogni terrore: è stato decisamente un bel gesto vedere come in un campetto da calcetto, in uno spazio piccolo Nocerino e De Rossi, Sirigu e Matri e tutti gli altri, accompagati dalle parole di Don Ciotti, sacerdote antimafia, comunicavano che col terrore e le minacce di morte, non si va da nessuna parte.

Quel campetto pieno di azzurri e attorniato da una folla di persone è stato testimone di un desiderio: quello della vita, sacra e troppo bella per essere vendibile alla paura. C’era anche Gennaro Gattuso, con degli occhiali da sole neri che nascondevano il suo dolore, alla festa della fiducia di un pallone che vuole rotolare in un campetto desolato e impaurito: allora i grandi problemi apsettano un attimo, allora agli infortuni ci si pensa di meno. Sia lodata quest’Italia di Prandelli che riesce a vincere anche quando non gioca. (Luca Savarese )

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