Brava Udinese: La gioia di giocar senza pretese

Benatia sigla l'1 a 0 dell'Udinese contro l'Atletico MadridIl calcio è sempre più strano ma, proprio per questo, sempre più bello: puoi chiamarti Atletico Madrid, puoi aver vinto la penultima edizione dell’Europa League ma se in novanta minuti crei un mare e non riesci a fare il bagno del gol, evapori in pochi secondi come un anonimo granellino di sabbia.
L’Udinese, che nella sfida contro i madrileni, è nata proprio mentre i colchoneros davano i loro ultimi stenti alla partita, gongola per aver trovato speranza, gol e vittoria. Ora si gode il primato nel suo gruppo, con l’Atletico Madrid battuto (l’avversario più temibile) e costretto ad inseguire con tre punti in meno.
Anzi si gode due primati, questo di coppa arriva appena dopo quello italiano: in serie a infatti comanda assieme alla Juve con 12 punti. Unica squadra nostrana a poter far festa per questo piccolo-doppio record. Sappiamo che secondo il realista Guidolin questa doppia emozione non durerà ma, intanto c’è, mentre l’anno scorso di questi tempi Guidolin dopo un avvio di campionato disastroso, non se la passava affatto bene.
Notiamo con grande ammirazione che questa Udinese osa e crea perchè si sente libera di osare e creare, è una squadra che non fa nessun calcolo ma vive di volta in volta l’impegno del campo, onorandolo con dedizione e cuore, perchè da quelle parti, nulla è già deciso, nulla che non si possa provare a scalare e poi si vedrà..
In fondo chi la guida è un fine ciclista che di nome fa Guidolin…predisposizione ingenita per le imprese impossibili da non dare ai porci ma da coccolare come carburante per altre imprese ancora più grandi, ancora più storiche. Poi se in campo non ti accorgi che non hai più un asso come Sanchez perchè Benatia, difensore centrale, gioca più avanti di Pazzini e di professione è goleador se la butta dentro due volte su tre.. allora va proprio bene…e c’è anche il tempo per un mazzo di Floro Flores..
Scherzi a parte ci inchiniamo davanti a questa Udinese, fiore all’occhiello di una nuova primavera del calcio italiano , troppo frettolosamente ed esoticamente, incerottato e vilipeso. (Luca Savarese)

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