Brasile fuori, rigori fatali. Il Paraguay di Villar vola in semifinale

La lotteria dei calci di rigore si rivela fatale anche per l’altra candidata numero uno alla vittoria finale della Coppa America 2011. Il Brasile campione in carica, dopo quanto successo all’Argentina, cade dagli undici metri ed esce dal torneo, a vantaggio del Paraguay di “Tata” Martino, trascinato in semifinale dalle magiche parate di Justo Villar e da un catenaccio d’altri tempi.
Dopo aver dominato in lungo e in largo il quarto di finale, ma senza trovare la via della rete (incredibili gli errori sottoporta di Neymar e Pato), la Selecao si arrende, dunque, dal dischetto, contro un Paraguay sterile in attacco ma solido e compatto dietro la linea mediana. L’Albirroja si difende come può, supera indenne 120 minuti di gioco e poi si dimostra lucidissimo nella lotteria finale, trovando il biglietto vincente con la parata di Villar su Thiago Silva e l’errore finale di Fred.
Clamoroso il cammino della squadra di Gerardo Martino: zero vittorie nella fase eliminatoria, ma la possibilità di conquistare la finale della Coppa America, contro la vincente di VenezuelaCile. Per Pato e compagni, invece, il flop è davvero totale.
120 minuti di assalto al fortino paraguayano. Questo è stato Brasile-Paraguay, ma il goal non è arrivato, vuoi per l’imprecisione degli avanti verdeoro, vuoi per la serata di grazia del portiere dell’Albirroja. Emblema di tale imprecisione è ancora una volta Neymar, sfortunato, pericoloso, ma spesso inconcludente. Anche il “Papero” rossonero è stato più volte vicino al goal, ma il portiere paraguayano è stato davvero insuperabile, e né nei 90 minuti regolamentari, né nei 30 minuti supplementari, il Brasile è riuscito a far crollare il muro eretto dal team di Martino.
Così, si è arrivati, inevitabilmente, alla lotteria dei rigori. Una sequenza disastrosa per il Brasile, con quattro penalty sbagliati su quattro (Elano e André Santos colpiscono gli spettatori in tribuna, Thiago Silva si fa respingere il tiro da Villar e Fred prende i tabelloni), ha praticamente spianato la strada del successo, e della qualificazione, al Paraguay, la cui gioia esplode nella notte di La Plata. Un’altra grande se ne va, dopo la padrona di casa Argentina, ma era davvero così grande?

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