Brasile 2014 allo start. Analizziamo le Favorite con il nostro esperto

Neymar e il Brasile puntano alla vittoria finaleCi siamo, ancora poche ore e scatterà il momento che i calciofili di tutto il mondo (e anche quelli che non lo sono ma improvvisamente lo diventano per circa un mese…) attendono da quattro lunghi anni.
I mondiali di calcio, nella patria del calcio. Non l’Inghilterra, non si offenderanno i sudditi di sua maestà, ma il Brasile che la coppa più ambita l’ha alzata per ben cinque volte. L’ultima ormai dodici anni fa firmata Ronaldo, il fenomeno, quello originale.

LE FAVORITE
E partiamo proprio dai verde-oro per analizzare velocemente le 32 finaliste che si sfideranno nel continente sudamericano dal 12 Giugno. Favorita d’obbligo per cifra tecnica, come in ogni mondiale, con in più il fattore campo dalla sua parte. Basterebbe questo per chiudere subito il discorso. Si può anche non giocare, finirà in trionfo per i carioca come un anno fa in Confederation Cup (3-0 alla Spagna campione di tutto in finale al Maracana).
L’ultima volta che giocarono in casa la Coppa del Mondo però, finì in tragedia nazionale per i brasiliani sconfitti nella sfida decisiva dall’Uruguay di Ghiggia e Schiaffino. Un’onta che la formazione di Scolari cercherà di lavare definitivamente. Ma non sarà tutto semplice come un anno fa per Felipao. La concorrenza sarà agguerrita e inoltre non si tratta certo del miglior Brasile di sempre.
In avanti infatti tutto è affidato alle lune dell’astro nascente Neymar, atteso alla sua definitiva consacrazione, e allo stagionato bomber Fred. Ma si tratta comunque di un Brasile solidissimo dietro, con forse la migliore linea difensiva di tutto il mondiale Maicon-T.Silva-D.Luiz-Marcelo (con ricambi di grandissima qualità come Dani Alves). Un’inversione di tendenza che però potrebbe rivelarsi decisiva.
La rivale numero uno per i carioca sarà probabilmente la Spagna campione uscente (e bicampione d’Europa). Le furie rosse saranno le solite con un Diego Costa (il cui tradimento i tifosi brasiliani sicuramente non faranno passare tanto facilmente) in più. Il tiki taka però ha mostrato in questa stagione alcune crepe non da poco (vedi Barcellona) con alcuni suoi interpreti che cominciano ad avvertire il peso di mille battaglie. Sapranno rigenerarsi trasformandosi nuovamente nella “invincibile armada” spagnola o assisteremo finalmente al cambio di testimone? Il girone di ferro sarà un banco di prova tremendo.
Si inizia con la rivincita della finale di Johannesburg contro l’Olanda una sfida che darà sicuramente tanti indizi per gli spagnoli chiamati poi ad affrontare un’altra squadra temibile come il Cile. Superato positivamente lo scoglio iniziale, il cammino potrebbe trasformarsi nuovamente in trionfo, in caso contrario….
L’altra grande favorita del torneo è sicuramente la Germania, che arriva da un decennio di grandi risultati a cui è mancato l’acuto finale, la vittoria. Sempre nelle prime quattro dal 2002 ad oggi, negli ultimi sei anni i tedeschi sono stati la nazionale più brillante insieme agli spagnoli per qualità di gioco espresso.
L’undici di Loew arriva quindi a questo mondiale con grande consapevolezza e autostima (a patto di non giocare contro Italia e Spagna, vere bestie nere specialmente gli azzurri). Una rosa ampia e coperta in ogni ruolo, a cui mancherà però l’infortunato Reus, grave forfait. Comunque un mix di tecnica ed esplosività che potrebbe far saltare il banco in Brasile. Ed occhio alla cabala; dodici anni sono il lasso di tempo massimo trascorso tra due finali giocate dai tedeschi dal 1954 ad oggi!
Chiudiamo il quadro delle principali favorite con l’eterna incompiuta, l’Argentina. Sarà finalmente il mondiale di Leo Messi? Il torneo iridato sembra avere sulla Pulce lo stesso effetto della Kriptonite su Superman. Steccato il primo con l’alibi della giovanissima età nel 2006, anche nel secondo in Sudafrica Messi non ha lasciato traccia significativa con la sua nazionale schiantata nei quarti dalla Germania. Un solo gol finora, il magro bottino mondiale.
Per questo terzo tentativo il fuoriclasse del Barcellona sembra essersi preparato scegliendo il basso profilo. Stagione in chiaroscuro, pallone d’oro “ceduto” all’eterno rivale Cristiano Ronaldo e zero trofei col Barca. Sarà la volta buona per lui al mondiale? Lo spera un popolo intero per rinverdire i fasti dell’epoca Maradona e tornare magari ad alzare il trofeo dopo ben 28 anni.
La squadra per tentare uno sgarbo da favola agli acerrimi rivali brasiliani ci sarebbe, anche se dietro si balla un pò, come al solito. Ma il reparto offensivo, con Messi, Higuain, Aguero, Di Maria presenta una quantità di soluzioni che non si riscontra in nessun’altra nazionale. Vedremo se davvero per l’albiceleste sarà finalmente tempo di far festa o se arriverà l’ennesima cocente delusione. (Marco Formato)

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