Bel Napoli, ma Juve in versione “die hard”. Ancora Pepe decisivo, suo il 3 a 3

Pepe firma il 3 a 3 al San Paolo. Juve pari d'oroAl San Paolo, il recupero di Serie A tra Napoli e Juventus si chiude sul 3 a 3, con la squadra di Conte capace di rimontare un doppio svantaggio e tornare a Torino con un ottimo punto grazie ad un altro acuto di Simone Pepe. Come è grande il calcio che riesce a farci emozionare anche in un normalissimo martedì sera e ci incolla alla tv. Cambiano i governi ma il calcio, per fortuna, regala emozioni sempre forti.
Forte lo è stato il Napoli, però per battere questa juve probabilmente bisogna essere fortissimi. Va però riconosciuto che, il carattere, ad entrambe le formazioni, nei novanta minuti non è certo mancato. Non è mancato ai padroni di casa quando l’arbitro Tagliavento dice che il rigore di Hamsik va ripetuto. Lo slovacco, sotto pressione, sbaglia e manda in curva il pallone del possibile 1 a 0 ma non si abbatte e riesce a sbloccare il risultato con un colpo di testa in tuffo.
Il Napoli prende coraggio ed il raddoppio arriva con Pandev che la mette nell’angolino basso. Si chiude così il primo tempo ma la Juve non ha nessuna intenzione di mollare. Conte è abilissimo a cambiare la partita negli spogliatoi e, anche per questo esce dal tunnel del San Paolo per ultimo, quando la partita è iniziata da pochi secondi.
Dopo soli tre minuti Matri gela il calore dello stadio e riapre i giochi toccando quota sei in campionato. La Juve, non è morta ma, il Napoli, non cede. Si gioca a tutto campo con grandi corridori come Maggio da una parte ed Estigarribia dall’altra. Poi Goran Pandev vuole dimostrare che anche lui può essere decisivo per questa maglia ed allora timbra la doppietta (stop e girata di sinistro elegante) che lancia gli azzurri ma non spaventa la Signora che sembra tornata ad avere una tempra d’altri tempi.
Vucinic sulla fascia sembra il frecciarossa e crossa per Estigarribia che con un tocchetto sotto, tutto paraguaiano, pareggia i conti e fa sperare Conte. Pepe poi, si mette in testa che in fondo non c’è due senza tre e dopo i suoi due centri consecutivi vincenti al Palermo ed alla Lazio, va in porta con la palla e, fa tre a tre.
Mamma mia che Juve, ha pareggiato ma è come se avesse vinto. Caspita che Napoli, se il pareggio colto all’ultimo sabato a Bergamo aveva il sapore di una vittoria, questo ha tutta l’amarezza di un’occasione persa, forse l’ultima per dire ancora qualcosa di serio in campionato.
Va comunque ascritto agli uomini di Mazzarri che per una volta, orfani del matador, non sono stati Cavani dipendenti. La Juve, ha giocato un secondo tempo d’alta scuola e Vucinic sembrava Platini. Era da undici anni che i bianconeri non vincevano a Napoli, anche questa volta non vincono ma a vincere è stato il loro morale, la vera stella, quello che mancava nelle scorse stagioni.
E’ fine novembre e la Juventus  dichiara, con un secondo tempo da urlo nel recupero di Serie A, di essere da scudetto. Milan ed altre attente, anzi attentissime (Luca Savarese)

Speak Your Mind

*