Basta piangere sugli scudetti andati

In questi giorni d’inizio luglio, Juve ed Inter hanno buoni motivi per essere allegri: due nuovi allenatori, assoluto made in Italy, come Conte e Gasperini, da scoprire e seguire in ogni loro mossa, Alvarez, di cui ne parlano molto bene, che arriva a Milano commosso di incontrare Zanetti, Aguero o Giuseppe Rossi, due pezzi da novanta che, questione ormai di ore, saranno (uno dei due certamente ) bianconeri.
Eppure le vicissitudini, decisamente noiose, di calciopoli, tornate di moda in queste ore per le indagini di Palazzi (nella foto), continuano a mettere pulci negli orecchi juventini ed interisti e il dilemma più in voga, recita così: “scudetto 2006 sei juventino o interista?” .
Certo, ci ricordiamo tutti quale fu allora la decisione, con la condanna della Juventus in B e la concessione del titolo, a tavolino, all’Inter. Fu vera gloria? Fu verità? Non lo sapremo mai e, sull’esempio del medico antico Alcmeone di Crotone, a noi spetta il compito, come sta facendo Palazzi in questi giorni, di fare congetture, di andare per tentativi. Quello che da uomini della strada intuiamo è che in quel famigerato 2006, molte squadre hanno operato qualcosa di non proprio pulito ecco, che la corda si è rotta perchè tirata da più mani.
Ora però, grazie a Dio, sono passati cinque anni, di cose belle ne sono successe, l’Inter ha vinto la Champions, la Juve, ridimensionata, sta battendo una strada nuova che le darà presto nuove gioie, e, davvero, non ha nessun senso piangere su un verdetto decretato cinque anni fa, perchè il presente invita a nuove possibilità, e impone, ai presidenti di Inter e Juventus, la responsabilità di battezzare il tempo attuale, di infondere speranze ed entusiasmi oggi qui ed ora, perchè il calcio vive e vivrà, finche’ sarà sempre una questione quotidiana, del presente, di adesso.
Realisticamente i tifosi più che preoccuparsi dello scudetto del 2006, desiderano, con tutti i loro sentimenti, vincerlo adesso. Non abbiamo ancora sentito il patron Moratti dire una cosa simile a questa: “ Lo scudetto del 2006? Ci fu dato, non so bene di chi fosse, però ora non ci interessa più, se ce lo tolgono o meno, preferisco spendere energie per prepararmi a vincere un altro scudetto”.
Non abbiamo ancora sentito Andrea Agnelli dire: “Quello scudetto ce lo hanno tolto, va bene, non importa, anche se sbagliarono o meno, ora siamo qua e proviamo, con tutte le forze, a riprendercelo, prima di tutto per i nostri tifosi”. Il j’accuse va bene ogni tanto ma non deve diventare l’unica ragione di vita. Questa situazione è in fondo uno specchio fedele di come le persone perdono molto tempo a rimuginare una situazione annosa del passato piuttosto che ammirare il dono del presente.
Potrebbe anche esserci un firmamento ricco di stelle cadenti ma Moratti ed Agnelli, se lo perderebbero, incaponiti come sono tra strali e dissapori per quello scudetto. Farà tutto la giustizia e, quello che non farà la giustizia, lo concederà la vita. Ma ora basta piangere, godetevi le nuove squadre che si stanno formando, godetevi Eto’o chiamato a cimentarsi per la prima volta con un mister italiano, godetevi l’asse Pirlo-Del Piero che vorranno dire al campionato di essere tutto fuorchè vecchi. Si, Inter e Juve, siete e valete molto di più di quello scudettaccio. (Luca Savarese)

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