Bar Mondiale: Il ballo di Klose

Miroslav Klose nella finalina per il terzo posto tra la sua Germania e l’Uruguay, era in panchina. Non stava bene e, alla fine, non ha fatto neanche un minuto dell’ultima partita mondiale.
In Sudafrica, l’attaccante tedesco l’ha messa dentro quattro volte; due gol d’autore come il colpo di testa volante nell’esordio tedesco davanti all’Australia e come il tocco preciso e veloce che ha spiazzato James negli ottavi contro gli inglesi, e due grossi regali della poco registrata difesa argentina ai quarti.
Miro ci teneva a raggiungere Ronaldo (15) goleador principe di marcature ai mondiali. Per Miro questo era il suo terzo mondiale: tre partecipazioni arricchite dalla bellezza di tanti gol: 5 in Corea e Giappone nel 2002, 5 a Germania 2006 ( capocannoniere ) e 4 in questo mese, in Sudafrica. Se non fa più di un gol in una coppa del mondo non è contento. Contro l’Uruguay, nell’ultimo atto mondiale tedesco, i fastidi alla schiena lo hanno fatto sedere in panchina. Miro guardava, certo era contento che Muller, Jansen e Khedira stavano battendo la celeste ma, “Se ci fossi stato io, pensava tra sé e sé, un golletto a Muslera l’avrei fatto eccome”; si, bastava un gol per eguagliare il fenomeno brasiliano con quei 15 gol. Come stare in panchina e pensare ad un numero: Miro nella sua testa, sulla panca del Nelson Mandela Bay di Port Elizabeth, si sarà immaginato una caterva di gol.
A volte si può segnare e sognare,anche stando fermi. Il brasiliano ha poi fatto pervenire a Miro un messaggio affettuoso; per lui il tedesco è fantastico ed è un peccato che non abbia giocato e, anche se sorpasso fosse stato, lui non avrebbe avuto problemi.
Miro è rimasto a quota quattordici ma ha due gemelli fantastici che ora, di ritorno da un ottimo terzo posto in Sudafrica, potrà coccolare. Come si fa presto a contare l’età nel calcio: gli addetti ai lavori già vedono un Klose logoro e ai margini della carriera nel 2014 in Brasile, perché trentaseienne. Quando si desidera qualcosa, non c’è età che tenga. Scommettiamo che Miro, in Brasile, un saltino in gol lo farà? Lui in fondo ha fatto anche il ballerino e, i ballerini, si sa, non spengono mai la musica.

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